Alla fine il primo ad aprire ufficialmente la strada al voto anticipato è proprio il protagonista più atteso all’interno della maggioranza: Matteo Salvini. Il leader della Lega ha rotto quello che finora era rimasto un tabù: votare prima della fine della legislatura è uno scenario possibile. O almeno lo è stata per una mezza giornata, prima che arriva un mezzo passo indietro obbligato viste le acque agitate nel centrodestra. L’occasione propizia è arrivata durante il Festival dell’Economia a Trento: Salvini ha messo in relazione proprio l’argomento al centro del dibattito della kermesse e l’opzione delle urne anticipate.

“Si voterà alla scadenza naturale della legislatura?”, viene chiesto al vicepremier e ministro delle Infrastrutture. “Non lo so. Dipende anche dai fattori economici“, risponde candidamente lui. “Ripeto, noi eravamo al 25 febbraio non dico tranquilli, perché uno che fa il ministro dei Lavori pubblici in Italia non è mai tranquillo. Però c’era una situazione economica in crescita. C’era una situazione sui cantieri tranquilla. Adesso… “, ammette.

Adesso invece si traballa tra le guerre e la chiusura dello Stretto di Hormuz e con una crisi che sembra lontana da una soluzione e, comunque, destinata a riverberare i suoi effetti per mesi, lo scenario di un’ultima legge di Bilancio espansiva si fa sempre meno probabile. Il “cuscinetto” costruito con fatica in questi anni per mettere a terra un’ultima manovra dal sapore elettorale rischia di rimanere un desiderio inespresso delle forze di maggioranza.