20 Maggio 2026 – Lettura: 1 minuto

Per la prima volta il vicepremier rompe il tabù del voto anticipato. «Oggi abbiamo inflazione, caro spesa, caro bollette ed è normale che la fiducia dei cittadini cala».

Il vicepremier Matteo Salvini rompe il tabù del voto anticipato. Al Festival dell’economia di Trento, ha ammesso che la durata della legislatura non è più un approdo scontato: «Se si andrà al voto a scadenza naturale non lo so, dipende anche dai fattori economici. Oggi abbiamo inflazione, caro spesa, caro bollette ed è normale che la fiducia dei cittadini cala». È la prima volta che un leader del centrodestra non dà più per scontata la linea della coalizione, che finora era stata quella della stabilità – governo destinato ad arrivare fino al 2027 e legislatura blindata. A fargli eco anche il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo a Un giorno da pecora su Rai Radio1: «L’importante è che il governo faccia le cose. Non mi affeziono alla durata, il più longevo o meno longevo. Non è che vai in giro a dire che è il governo più longevo, allora uno dice “Lo voto perché era il governo più longevo”. Lo voto perché ha fatto le cose per noi cittadini».