Il vicepremier Matteo Salvini rompe il tabù del voto anticipato. "La fine legislatura è a settembre" 2027. Se si andrà al voto a scadenza naturale "non lo so, dipende anche dai fattori economici. Oggi abbiamo inflazione, caro spesa, caro bollette ed è normale che la fiducia dei cittadini cala".

Le parole del leader della Lega e ministro dei Trasporti al Festival dell’Economia di Trento segnano un passaggio politico non banale nella maggioranza di governo. Per la prima volta, infatti, uno dei leader del centrodestra rompe apertamente il tabù delle elezioni anticipate, ammettendo che la durata della legislatura non è più considerata un approdo scontato. “Se si andrà al voto a scadenza naturale non lo so, dipende anche dai fattori economici”, ha detto il vicepremier e leader della Lega, indicando in inflazione, caro-spesa e caro-bollette le variabili che potrebbero incidere sulla tenuta del consenso e quindi sugli equilibri politici.

Gli fa eco il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo: “L'importante è che il governo faccia le cose. Non mi affeziono alla durata, il più longevo o meno longevo. Non è che vai in giro a dire che è il governo più longevo, allora uno dice: 'Lo voto perché era il governo più longevo'. Lo voto perché ha fatto le cose per noi cittadini", commenta in radio a Un giorno da pecora su Rai Radio1.