Prendete un foglio di carta, una matita e un righello, poi disegnate alcuni puntini e provate a collegare tra loro solo quelli che distano esattamente un centimetro; non un po’ meno, non un po’ di più, proprio un centimetro. Sembra un banale gioco di geometria, eppure dietro questa domanda si nasconde uno dei problemi più affascinanti e resistenti della matematica.
Formulato nel 1946 dal matematico ungherese Paul Erdős, il problema delle “distanze unitarie nel piano” (planar unit distance problem) chiede quale sia il numero massimo di coppie a distanza fissa che si possono ottenere, disponendo un certo numero di punti su un piano.
Per quasi ottant’anni, molti matematici hanno pensato che le configurazioni migliori dovessero assomigliare a una griglia, con i punti ordinati lungo righe e colonne.
Ora, OpenAI sostiene che un proprio modello interno abbia trovato una costruzione migliore, smentendo le precedenti convinzioni e individuando una nuova famiglia di disposizioni più efficienti.
La prova dell’AI che sfida ottant’anni di matematica












