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Botte che non hanno risparmiato donne e anziani, catene alle caviglie, umiliazioni e anche abusi sessuali. Dal racconto degli attivisti della Flotilla rilasciati oggi da Israele emergono i dettagli delle violenze subite dopo l'ultimo abbordaggio delle barche della missione umanitaria diretta a Gaza.«Ci pestavano e ci dicevano 'Welcome to Israel» racconta, con gli occhi lucidi, il deputato del M5S Dario Carotenuto all’arrivo allo scalo di Fiumicino assieme al giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. Sono loro i primi due italiani ad aver fatto ritorno a casa: gli altri atterreranno in tarda serata negli scali di Roma e Milano Malpensa.«Ci hanno picchiato selvaggiamente tre energumeni - continua -. A un certo punto mi sembrava di non vedere più». Parla di un container, una "panic room», in cui venivano spogliati, tenuti al freddo, e pestati. «A me è andata bene e ne sono uscito in piedi - aggiunge -. C'è chi è stato invece portato in infermeria con lesioni interne». Alcuni sarebbero stati bendati, tutti trattati "come criminali».

«Al pronto soccorso - prosegue - hanno curato persone messe malissimo, anche anziani, ragazze; venti, trenta con fratture ed alcuni con abusi sessuali». A fornire altri pesanti particolari il giornalista Alessandro Mantovani rientrato a Roma sullo stesso volo: «Mi hanno tolto i pantaloni col portafoglio e non me li hanno ridati. Poi abbiamo preso botte, ho visto anche donne colpite». Venivano chiamati tramite un numero identificativo, davanti a «mitra spianati» e sono rimasti «ammanettati e con le catene alle caviglie» fino a quando sono saliti in aereo.Racconti che combaciano con quelli di altri attivisti liberati oggi dal centro di detenzione di Ketziot. Sono stati, infatti, rilasciati tutti i 430 partecipanti alla missione (di diversi Paesi) e sono partiti da Israele a bordo di tre voli charter Turkish.«Nel porto di Ashdod era stato allestito un vero e proprio campo di concentramento, fatto di container e filo spinato» dice Vittorio Sergi, del coordinamento Marche per la Palestina, appena atterrato all’aeroporto di Istanbul. "Venivamo picchiati ogni volta che alzavamo la testa o che provavamo a sederci» aggiunge. Mentre Antonella Bundu, candidata presidente alle ultime elezioni regionali in Toscana denuncia: "Ad Ashdod con noi c'era anche una ragazza che soffre di epilessia. Le hanno sbattuto due volte la testa per terra».