Alcune immagini tratte dal video di Ben Gvir

Violenze estreme, umiliazioni sessuali e vessazioni di vario genere. Dopo il video shock con protagonista il ministro israeliano Itamar Ben Gvir, arrivano le denunce degli attivisti della Global Sumud Flotilla che, dopo essere stati fermati in acque internazionali tra Cipro e la Striscia di Gaza, sono stati portati in un hangar del porto di Ashdod, dove poi è stato girato il filmato. Le immagini mostrano circa 400 persone, tra cui una trentina di italiani, bendate e inginocchiate, con le mani legate e il viso rivolto verso terra. Una scena che ha suscitato sdegno in tutto il mondo, innescando anche l'indignazione del governo italiano.A raccogliere le querele è stato il team legale dell'ong Adalah, che ha fornito assistenza ai membri della Flotilla nel porto di Ashdod: "Ci sono denunce relative a violenze estreme, umiliazioni sessuali e gravi ferite da parte delle forze israeliane, compresi almeno tre casi di persone ricoverate in ospedale e successivamente dimesse. Decine di partecipanti con sospette fratture alle costole e conseguenti difficoltà respiratorie". Secondo i legali, i testimoni hanno riferito di un "uso frequente del taser" e di ferite provocate dai proiettili di gomma, sparati dai militari durante l'intercettazione in mare: "Ci sono poi gli abusi fisici. I partecipanti sono stati sottoposti a gravi degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni. A diverse partecipanti donne è stato strappato l'hijab dalle autorità israeliane".