“Violenze estreme” fin dall’abbordaggio. E poi torture, umiliazioni e abusi sessuali. I legali degli attivisti della Flotilla fermati dall’esercito israeliano e trattenuti ad Ashdod riportano i racconti che hanno raccolto nelle ultime ore dai loro assistiti ancora nelle mani delle forze di sicurezza israeliane, dopo la denuncia unanime della comunità internazionale per i video in cui vengono mostrati legati e incaprettati e umiliati dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir.
Il team legale dell’ong Adalah riferisce di aver raccolto dai detenuti “denunce relative a violenze estreme, umiliazioni sessuali e gravi ferite da parte delle forze israeliane”, compresi “almeno tre casi di persone ricoverate in ospedale e successivamente dimesse”, “decine di partecipanti con sospette fratture alle costole e conseguenti difficoltà respiratorie“. I racconti delle persone fermate dalle autorità d’Israele riportano “l’uso frequente di taser” e ferite “da proiettili di gomma durante l’intercettazione” in mare. Oltre agli “abusi fisici, i partecipanti sono stati sottoposti a gravi degradazioni, molestie sessuali e umiliazioni. A diverse partecipanti donne è stato strappato l’hijab“.














