Dove eravamo rimasti? Tre pole consecutive, altrettante vittorie una in fila all’altra, il primato nella classifica del Mondiale, 100 punti tondi tondi (e 20 di vantaggio sul compagno di squadra George Russell) che la dicono lunga su quando sta facendo l’uomo nuovo della Formula 1, Kimi Antonelli da Bologna, 19 anni. Italianissimo. Domenica si corre in Canada e l’obiettivo non può che essere un poker che avrebbe dell’incredibile. Kimi, lei e Sinner continuate a vincere: le fanno piacere i paragoni con Jannik? «Sicuramente, sono accostamenti lusinghieri, ma ci sono delle differenze perché lui ha già ottenuto molto mentre io sono più indietro. Ovviamente adesso le cose vanno molto bene ma c’è ancora tanto da dimostrare, per quanto mi riguarda, prima che sia giusto paragonarmi con lui». Dopo il trionfo a Roma, Jannik ha detto che la felicità nel suo mondo dura due-tre giorni, quando non gioca a tennis. Nel suo, un po’ di più? «In realtà anche il mio range di felicità è più o meno quei giorni lì, anche se dopo la Cina è durata molto di più, quasi tutta la settimana». La prima vittoria non si scorda mai. «Anche dopo Miami, ora che ci penso, è durata un pochettino di più perché è stata una gara davvero soddisfacente dal mio punto di vista, dunque ero davvero contento di come è andata. Dopo Suzuka, invece, direi un paio di giorni». E la felicità per lei cos’è? «Eh, difficile spiegarlo. Stare bene. Stare in pace con me stesso, magari anche rilassato, riuscire a godermi quello che faccio, la vita in generale». Fuori dalla Formula 1? «Lontano dalla pista mi piace riuscire a essere un ragazzo normale, passare il tempo con la famiglia e gli amici. Questa per me è la felicità. Ma, l’ho dato per scontato, anche guidare in Formula 1, fare quello che amo». Sembra che Verstappen non la ami più così tanto, ha seguito la sua prestazione alla 24 Ore del Nurburgring? «In futuro farò anche io qualcosa di altro. Penso a Le Mans, bella. Anche la 24 Ore di Daytona sarebbe una gara da provare. Quanto a Max, l’ho visto in tv, non tutta ovviamente, un po’ durante la notte e al mattino. Mi è dispiaciuto per lui perché sembravano avviati alla vittoria e poi c’è stato quel problema, ma è bellissimo vedere un pilota di F1 protagonista anche in altre categorie. Avevo pensato di andare a vederlo però era il compleanno di mia sorella e ho preferito restare a casa». Tornando a Sinner, il numero 1 del mondo ha avvicinato tantissimi giovani al suo sport, creando un popolo di tennisti. Le piacerebbe fare lo stesso con i motori? «L’obiettivo è avvicinare al motorsport più persone possibile, non solo i giovani. Ma ce n’è anche un altro». Prego. «Io cerco di vincere, di fare del mio meglio, però al tempo stesso vorrei anche essere un esempio per le persone della mia generazione sotto molti aspetti, vorrei dar loro una motivazione. Cerco di dimostrare che anche se si è molto giovani si possono fare grandi cose, soprattutto in un ambiente come questo». Lo scorso novembre ha seguito Jannik in tribuna a Torino per la finale delle Atp Finals: quando tornerà a vederlo? «Ci proverò a Wimbledon, le date coincidono in parte con Silverstone e dunque è un periodo abbastanza buono in cui sarò già in Inghilterra. Sarebbe davvero bellissimo anche perché è un signor torneo». Il suo è stato un signor inizio di stagione, ma secondo il suo capo Toto Wolff in Italia ormai ci sono troppe aspettative nei suoi confronti: ha ragione? «È normale che ci siano visti i risultati, lui lo sa e cerca di proteggermi, lo apprezzo molto perché un weekend storto può arrivare in qualsiasi momento e bisogna restare con i piedi per terra anche se l’obiettivo è continuare così». Si corre a Montreal sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve: ne ha mai sentito parlare e cosa significa Gilles per lei? «Ne ho sentito parlare molto, è ovvio, la prima cosa che mi viene in mente quando me lo raccontano è il duello con Arnoux, la battaglia famosissima che li vide ruota a ruota (Digione 1979, ndr) . E poi papà, perché è un grandissimo fan di Gilles, anche lui me ne ha parlato parecchio. Gli piaceva molto il suo stile di guida, adora i traversi e Villeneuve in quello era uno specialista». A Montreal voi della Mercedes portate parecchi aggiornamenti: cosa vi aspettate? «È un pacchetto abbastanza grande, i numeri dicono che saremo un po’ più veloci ma finché non scenderemo in pista non sapremo quanto. Il team sta lavorando bene, c’è una grande atmosfera». Rispetto all’anno scorso ha la sensazione di incidere di più nelle scelte anche a livello tecnico? «Sugli aggiornamenti futuri sto dando i miei input, soprattutto a Miami ho avuto una conversazione abbastanza lunga con un paio di ingegneri che si occupano anche dello sviluppo futuro della monoposto e ho dato il mio parere su quello che sento e che mi porterebbe ad avere ancora più confidenza in macchina. È bello, con un anno in più di esperienza, riuscire ad acquisire ancora più fiducia all’interno della squadra». Avete migliorato le partenze? «In questo weekend abbiamo una levetta della frizione diversa, in più a livello di software è stato fatto un grande lavoro. Vedremo se mi aiuterà a fare partenze più decenti». Con l’arrivo dei Gp europei (Monaco il 7 giugno) prevede che i rivali si avvicineranno? «Mi aspetto vicina soprattutto la McLaren, che a Miami ha fatto un grandissimo passo in avanti, ma anche Red Bull e Ferrari, le cui prestazioni in Florida ritengo non fossero molto rappresentative perché c’erano condizioni particolari. Vedremo meglio qui come si comporterà il loto pacchetto. In ogni caso penso che i gap si ridurranno, quest’anno sarà una battaglia non a chi porta più aggiornamenti ma a chi introduce i più efficaci. Per questo è importantissimo fare tesoro e sfruttare al massimo questa prima parte di stagione nella quale abbiamo un po' di vantaggio rispetto alla concorrenza».
Kimi Antonelli: “Voglio essere un esempio per i giovani. Sinner? Andrò a vederlo a Wimbledon”
Il leader del Mondiale di F1 si racconta: “I paragoni con Jannik mi fanno piacere, ma è presto. Anche per me la felicità dura due-tre giorni però dopo la prima…









