Fermatelo, se ci riuscite, questo Andrea Kimi Antonelli. Perché se il bolognese sa vincere anche sulle piste targate George Russell — un podio e una vittoria nel 2024 e 2025, oltre alle due qualifiche e alla Sprint del weekend — allora credere al Mondiale è giusto e doveroso. Il talento bolognese si è preso il quarto successo consecutivo nella gara lunga, non fermandosi più dal GP di Cina, e lo ha fatto resistendo nel duello contro il compagno nei primi 30 giri di gara, in una corsa piena di episodi.
Tra i due è stata battaglia vera, fatta di ruote affiancate e sorpassi continui. Il britannico sbagliava spesso al tornatino del terzo settore, Kimi passava e Russell ripassava con il boost di energia nel rettilineo pre-‘Muro dei Campioni’. “Con George è stata una gara divertente, non è stato semplice col vento — ha raccontato Antonelli dopo la bandiera a scacchi — Peccato per il guasto, sarebbe stata una bella lotta fino alla fine”. Il crollo della centralina della Mercedes del numero 63 ha lanciato verso il traguardo il bolognese, snobbato spesso nelle dichiarazioni in inverno. Uno zero pesantissimo soprattutto in classifica, con Russell ora sotto di 43 punti. Tanti.
Dietro alla Mercedes vincente, sorridono Ferrari e Red Bull, bravissime ad approfittare del clamoroso patatrac McLaren. Lewis Hamilton chiude secondo al termine della sua miglior gara da quando veste rosso. Competitivo per tutto il fine settimana, si prende il podio dopo una battaglia intensa con Max Verstappen, terzo al traguardo, quasi a ripiombare nel famoso duello iridato nel 2021. Per l’olandese almeno è arrivato il primo podio stagionale, poche ore dopo le sue dichiarazioni polemiche sul futuro regolamentare della Formula 1: “Se non cambiano le regole nel 2027 (portare a 60-40% il rapporto di potenza tra motore termico ed elettrico, ndr), me ne vado”. Buoni i segnali mostrati dalla Ferrari, nonostante una pista teoricamente sfavorevole alla SF-26 per i tanti cavalli da sfogare sul dritto (pecca della power unit di Maranello).












