Equipaggi condotti nel porto di Ashdod, poi bendati, legati e costretti in ginocchio: a bordo della Flotilla, anche il lucano Depalma. Il ministro Ben Gvir li deride ed è sdegno

Non è stato un semplice fermo quello degli oltre 420 attivisti di Global Sumud Flotilla, a bordo delle imbarcazioni restanti delle 52 che avevano fatto rotta per la Striscia di Gaza. Intercettati due giorni fa in acque internazionali dai militari israeliani, i membri degli equipaggi (tra le barche fermate anche quella sulla quale si trovava il bernaldese Dario Depalma), sono stati infatti trasportati nel porto israeliano di Ashdod, arrivandovi legati e bendati. In seguito, la Polizia ha costretto gli attivisti a inginocchiarsi con il volto verso terra e le mani annodate dietro la schiena con delle fascette.

Una scena che ha fatto in breve tempo il giro del mondo, suscitando un’ondata di indignazione in Italia e in Europa, e che non ha potuto lasciar indifferente nemmeno il governo israeliano, vista la presenza ad Ashdod del ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ripreso in atteggiamento irridente nei confronti degli attivisti. Non solo. Alcuni filmati hanno ripreso il ministro nell’atto di sventolare una bandiera israeliana mentre pronunciava verso di loro parole di derisione, definendoli «sostenitori del terrorismo» e chiedendo al premier Netanyahu «di consegnarmeli e di metterli nelle prigioni dei terroristi per molto tempo».