La marina militare israeliana ha attaccato di nuovo la Global Sumud Flotilla. La missione è la stessa di cui si era parlato a fine aprile, quando Israele aveva fermato 22 navi e arrestato centinaia di attivisti al largo delle coste di Creta. Le imbarcazioni che si trovavano più indietro, scampate all’assalto israeliano, nelle settimane successive si sono riorganizzate e il 14 maggio sono partite dalla Turchia in direzione della Striscia di Gaza per rompere l’assedio israeliano e portare aiuti umanitari. Ma nelle ultime ore un nuovo attacco, condotto anche sparando proiettili di gomma, ha fermato la missione al largo delle coste di Cipro che, tra l'altro, detiene la presidenza di turno dell'Unione europea fino al 30 giugno.Tra le persone arrestate ci sono 29 italiani, tra cui anche il deputato pentastellato Dario Carotenuto, che dovrebbero essere portati nel porto israeliano di Ashdod, interrogati ed espulsi. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha invocato la liberazione “al più presto”. Mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo la pubblicazione di un video di propaganda da parte del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir che mostra con orgoglio il “trattamento lesivo della dignità della persona” commesso nei confronti degli attivisti, ha pubblicato un post su X in cui afferma che “le immagini sono inaccettabili” e che l'Italia “pretende le scuse”. Per questo, la Farnesina “convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto”.La missione della Global Sumud FlotillaLa missione della Global Sumud Flotilla è partita il 15 aprile da Barcellona e il 26 aprile, in prossimità della Sicilia, si sono aggiunte numerose altre barche. È così che 58 navi cariche di cibo, medicinali, forni a pannelli solari, materiale scolastico e molto altro si sono dirette verso la Striscia di Gaza per provare a rompere il blocco israeliano (illegale) e consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Altre navi avrebbero dovuto aggiungersi dalla Grecia e dalla Turchia ma il 29 aprile le imbarcazioni in testa alla missione sono state intercettate dalla marina militare israeliana a 600 miglia nautiche da Gaza, in prossimità dell’isola di Creta.Il bilancio è stato di 22 imbarcazioni sequestrate e 181 attivisti arrestati e trasferiti in Israele a bordo di una nave-prigione per essere sottoposti a interrogatori per essere poi espulsi con divieto di tornare nel paese. Tra questi c’era l’attivista brasiliano Thiago Ávila e quello spagnolo-palestinese Saif Abu Keshek, rimasti in detenzione per circa dieci giorni, accusati di terrorismo e attività illegali e sottoposti, secondo le loro testimonianze peraltro in linea con quelle di altri attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati in missioni precedenti, a maltrattamenti e torture.Decine di navi della missione sono riuscite a eludere il blitz israeliano di fine aprile virando verso le acque territoriali greche e la Turchia. Nelle settimane successive si sono riorganizzate con l’obiettivo di riprendere il viaggio in direzione della Striscia di Gaza e il 14 maggio sono effettivamente salpate dal porto turco di Marmaris attirando peraltro nuove barche rispetto alla missione originaria. Il risultato è che 54 imbarcazioni con a bordo quasi 430 passeggeri provenienti da 45 paesi si sono dirette verso Oriente con l’obiettivo di “consegnare circa dieci tonnellate di aiuti e aprire un nuovo corridoio umanitario verso le Striscia”.Il secondo assalto israeliano alla stessa spedizioneQuando la missione della Global Sumud Flotilla si trovava a circa 250 miglia dalle coste palestinesi la marina militare israeliana ha assalito nuovamente le imbarcazioni. Già da diversi giorni la flotta aveva segnalato la presenza di navi non identificate che sembravano sorvegliare da lontano il tragitto. Poi nelle prime ore del 18 maggio è avvenuto l’attacco con le solite modalità violente.La prima barca colpita è stata la Tabariyya, con numerosi soldati israeliani ritratti a bordo dalle telecamere di sorveglianza, e come un effetto domino poi è toccato alla Yazur, alla Shatila, alla Kafr Qasemm e alla Kyriakos X. Alla fine della giornata, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu elogiava il lavoro della marina militare per sventare “un piano malvagio” e chiedeva di portare a termine il lavoro, sono state fermate e sequestrate tutte le altre imbarcazioni.I contatti con molti degli attivisti si sono interrotti già dalla mattina visto che Israele ha interferito con le comunicazioni radio per sabotarle ma le poche informazioni trapelate hanno rivelato che durante la seconda ondata di assalti, quella del pomeriggio, i soldati di Tel Aviv hanno sparato proiettili di gomma contro alcune barche e hanno messo in atto pericolosi speronamenti. Tutti gli attivisti partecipanti alla missione sono stati arrestati, caricati sulla nave-prigione e le altre fregate israeliane e trasferiti ad Ashdod “per incontrare i loro rappresentanti consolari”, come ha fatto sapere il ministero degli Esteri israeliano.Il 20 maggio mattina Adalah, organizzazione non governativa che assiste legalmente in Israele i partecipanti della missione della Global Sumud Flotilla, ha fatto sapere che i primi attivisti sono arrivati sul territorio israeliano mentre per gli altri l’arrivo è schedulato nel pomeriggio. Il programma prevede lunghi interrogatori e poi l’espulsione. Almeno 87 attivisti si sono messi in sciopero della fame per denunciare quello che hanno definito un “rapimento in acque internazionali" e in solidarietà alle circa 9.500 persone palestinesi detenute spesso senza processi e assistenza legale nelle carceri israeliane.Numerosi italiani a bordoTra le 430 persone fermate in acque internazionali dalla marina militare israeliana e trasferite in Israele ci sono almeno 29 italiani. Tra questi anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Dario Carotenuto, il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani e l’attivista del collettivo di fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio Dario Salvetti.Migliaia di persone sono scese in piazza in tutta Italia nella serata del 19 maggio in solidarietà agli attivisti sotto sequestro in Israele. Sul tema è intervenuta anche la relatrice dell’Onu Francesca Albanese, che ha puntato il dito contro l’Unione europea per aver lasciato mano libera a Israele in acque internazionali. In effetti, prima di partire dalla Turchia il 14 maggio, la missione della Global Sumud Flotilla aveva chiesto a Bruxelles di inviare una delegazione istituzionale per certificare la natura umanitaria della missione e di fatto tutelare gli attivisti ma questo appello è caduto nel vuoto. Anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiesto all’Unione europea e al governo italiano di fare pressioni per la liberazione dei cittadini italiani sequestrati, Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ha detto al ministro Tajani di convocare l’ambasciatore israeliano a Roma per esigere rispetto per i cittadini italiani e perfino Matteo Renzi (Italia Viva), spesso vicino alle posizioni di Tel Aviv, ha definito l’abbordaggio “un atto illegale in acque internazionali”.Il governo, inizialmente il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha detto di "verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane" e di “fare un passo formale per chiedere che a tutti siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia dell'incolumità”. Solo nella mattinata del 20 maggio il ministro ha chiesto al suo omologo israeliano Gideon Saar la liberazione al più presto dei cittadini italiani. Dalla premier Giorgia Meloni, impegnata in un incontro bilaterale con il premier indiano Narendra Modi con tanto di selfie con le caramelle “Melody”, non sono arrivati commenti al riguardo fino al pomeriggio del 20 maggio.Quando il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video che mostra le umiliazioni e i maltrattamenti ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla, legati in ginocchio, trascinati con violenza e sbeffeggiati, la premier ha diffuso una nota: “Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano”.Inoltre anche il governo di Tel Aviv sembra aver preso le distanze. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha pubblicato un post (ricondiviso anche dall'account ufficiale di Israele) dove si rivolge direttamente a Gvir affermando: “No, tu non sei il volto di Israele” e aggiungendo che con quelle immagini avrebbe “vanificato gli sforzi enormi, professionali e coronati da successo compiuti da tantissime persone: dai soldati dell’Idf al personale del ministero degli Esteri”.