Tutte le 54 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state bloccate dalla marina israeliana. L'ultima, la Lina al Nabulusi, è stata fermata poco prima delle 20 di martedì a circa 118 miglia nautiche dalla Striscia (quasi 220 chilometri). L'operazione era iniziata lunedì mattina in acque internazionali vicino a Cipro ed è proseguita per due giorni consecutivi, sempre in acque internazionali.I mezzi della Flotilla – 54 imbarcazioni con 426 attivisti di 39 nazionalità – erano partiti giovedì dal distretto turco di Marmaris per sfidare il blocco navale dell'Idf e portare aiuti alla popolazione palestinese. L'esito era pressoché scontato: il ministero degli Esteri israeliano aveva denunciato la Flotilla come "una provocazione fine a se stessa", assicurando che lo stato ebraico "non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza".Nel corso dell'operazione, Israele ha bloccato il canale 16 delle radio – quello usato per le emergenze in mare e per dichiarare il mayday – trasmettendo canzoni di Rihanna e dei Lynyrd Skynyrd. Un dettaglio che dice molto sul registro scelto da Tel Aviv per gestire la faccenda. La marina israeliana ha anche sparato contro sei imbarcazioni, tra cui la Girolama, battente bandiera italiana. La stessa Flotilla ha specificato di non sapere se si trattasse di proiettili di gomma. Israele ha poi precisato che non erano stati "sparati colpi di arma da fuoco", ammettendo l'impiego di "mezzi non letali contro l'imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento".Tutti i fermati "sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari", ha comunicato il ministero degli Esteri di Tel Aviv, che ha liquidato l'intera vicenda con una formula ormai collaudata. "Ancora una volta, questa flottiglia si è rivelata nient'altro che una trovata pubblicitaria al servizio di Hamas".Tra i 430 attivisti totali ci sono 29 cittadini italiani e tre residenti in Italia, trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Per loro il team legale della missione ha depositato un esposto-denuncia alla procura di Roma per sequestro di persona. Il profilo dei connazionali a bordo è quello dell'attivismo organizzato di sinistra: il deputato M5s Dario Carotenuto, unico parlamentare della spedizione, unitosi alla missione durante la tappa in Turchia; Antonella Bundu, ex consigliera comunale a Firenze e candidata governatrice della Toscana; Dario Salvetti, del collettivo di fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio; l'attivista trentino 69enne Ruggero Zeni.La Farnesina ha reagito con il consueto doppio binario: proteggere i connazionali senza irritare Tel Aviv. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto "di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane" e, tramite l'ambasciatore d'Italia in Israele Luca Ferrari, ha chiesto formalmente che "a tutti siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia dell'incolumità". Il leader pentastellato Giuseppe Conte ha parlato di fatto "gravissimo, un sequestro a mano armata, illegale e intollerabile", chiedendo al governo di "reagire con fermezza". Nicola Fratoianni (Avs) ha chiesto la convocazione dell'ambasciatore israeliano, mentre la vicepresidente della Camera Anna Ascani (Pd) ha sollecitato un intervento immediato. diLa Flotilla è alla sua ennesima missione fallita, ma il copione è sempre lo stesso: la partenza dai porti del Mediterraneo, l'intercettazione in acque internazionali, gli attivisti portati ad Ashdod per qualche giorno di detenzione e poi l'espulsione. Per i trattenuti si aprono due possibilità: l'espulsione immediata per chi acconsente, o entro 24 ore per gli altri, salvo – come accadde per l'attivista brasiliano Thiago Avila e lo spagnolo Saif Abukeshek – interrogatori o ulteriori indagini. Vale la pena ricordare cosa sia la Global Sumud Flotilla sul piano politico, al di là della retorica umanitaria. Non è un'organizzazione di soccorso in mare. È una struttura militante, appoggiata da Usb, Cgil, Fiom, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, M5s, Pd e Avs, il cui obiettivo dichiarato è consegnare aiuti umanitari (cibo, forniture mediche e beni di prima necessità) direttamente alla Striscia di Gaza "rompendo il blocco" navale isareliano, cioè forzando una misura di sicurezza che Israele ritiene legittima. Tajani stesso, nelle settimane scorse, aveva proposto di dirottare i rifornimenti verso Cipro per una distribuzione tramite la Chiesa cattolica. La Flotilla aveva rifiutato. Perché il punto non è tanto l'aiuto umanitario, quanto trasmettere ai media internazionali una precisa immagine: le navi da guerra, i militari sul gommone, gli attivisti con le mani alzate, tutto in diretta streaming fino a che le telecamere non vengono spente. In questo senso, l'obiettivo è stato raggiunto in pieno.