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Tutte le barche della Global Sumud Flotilla sono state bloccate dalla marina israeliana: l’ultima, la Lina Al-Nabulusi, è stata fermata poco prima delle 20 a circa 118 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza, quasi 220 chilometri. L’operazione di intercettazione era iniziata lunedì mattina in acque internazionali vicino a Cipro ed è proseguita martedì, sempre in acque internazionali. L’organizzazione ha detto che centinaia di attivisti sono stati trattenuti da Israele, cosa confermata in serata dal ministero degli Esteri israeliano che, in una nota, ha parlato di 430 attivisti trasferiti su navi israeliane in viaggio verso Israele. Il ministero degli Esteri italiano ha fatto sapere che tra le persone trattenute ci sono 27 cittadini italiani: tutti dovrebbero essere portati al porto di Ashdod, fra Tel Aviv e la Striscia di Gaza. La Global Sumud Flotilla ha invece detto che i cittadini italiani «sequestrati» sono 29 e che oltre a loro ci sono anche tre cittadini non italiani residenti in Italia.
Poco prima delle 16 gli organizzatori dell’iniziativa hanno pubblicato sui social un video in cui si vede un soldato israeliano sparare contro una barca della Flotilla da un gommone che l’aveva affiancata. Non si sa che proiettili abbia usato (se di piombo, di gomma o di altro tipo) né se ci siano feriti. Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla, ha detto che gli spari hanno colpito sei barche, fra cui una registrata in Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto chiarimenti a Israele: un portavoce del governo israeliano ha detto all’ANSA che non sono state usate armi da fuoco e che nessuno è rimasto ferito.












