È iniziato, al largo delle coste sud occidentali di Cipro, l’intercettazione e l’abbordaggio da parte della marina militare israeliana, delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Le 57 barche, partite dal porto turco di Marmara quattro giorni fa in direzione della Striscia con l’intento di interrompere il blocco militare su Gaza, erano state, come già successo in passato, prima avvisate di far ritorno al punto di partenza, poi sono state circondate e i militari israeliani sono saliti a bordo. Tra gli attivisti, ci sono circa 35 italiani, tra questi almeno un parlamentare. Contestualmente il 15 maggio dal Maghreb è partito un convoglio terrestre di circa 30 veicoli in direzione Rafah, punto di ingresso di Gaza ai confini con l'Egitto. Questo convoglio era più numeroso ma diversi paesi nord africani ne hanno impedito il passaggio, l’ultimo blocco è avvenuto nei pressi di Sirte, in Libia. Come era già successo ad aprile quando la missione simile fu bloccata e i suoi partecipanti arrestati e rispediti a casa da Egitto e altri paesi dell’area.
Gaza, i militari israeliani salgono sulla nave: l'abbordaggio in diretta
La precedente flotilla marina era stata invece intercettata il 30 aprile scorso al largo delle coste greche di Creta. I partecipanti, più di 160, sono stati presi dalla marina israeliana e fatti poi scendere in Grecia, da dove sono stati deportati nei rispettivi paesi. Tutti tranne due, Saif Abu Keshek e Thiago Avila, considerati l’organizzatore e tra i finanziatori della flotilla il primo e portavoce della spedizione il secondo, detenuti per dieci giorni prima in barca e poi in Israele dove sono stati sottoposti a interrogatori per essere ritenuti legati a Hamas e altri gruppi simili. Diversi partecipanti della flotilla, compresi, ovviamente i due leader, hanno denunciato violenze e torture operate dai militari israeliani. L’abbordaggio delle navi è avvenuto, oggi come ad aprile, al largo di due paesi con i quali Israele ha accordi di collaborazione militare e di difesa. Il paese ebraico si appella alle leggi internazionali che gli permettono di intercettare anche in acque non sue quelle che ritiene essere delle minacce alla sua sicurezza e all’interruzione del blocco navale dinanzi a Gaza in vigore da circa venti anni.Le autorità diplomatiche italiane, così quelle degli altri paesi di nazionalità dei partecipanti, sono state allertate in Israele come a Cipro, per fornire assistenza ai connazionali.La Flotilla ha sempre annunciato di aver messo in cantiere una operazione di aiuto e soccorso alla popolazione di Gaza annunciando di trasportare beni come provviste e medicinali, la cui quantità Israele, dopo il sequestro delle imbarcazioni, ha detto di aver scoperto essere irrisoria. Inoltre, sia il paese ebraico che altri hanno più volte chiesto agli organizzatori della Flotilla di consegnare i beni a loro così da poterli far arrivare sicuramente nella Striscia. Secondo gli attivisti, l’intercettazione delle imbarcazioni rappresenta “una proiezione extraterritoriale della dottrina del "Grande Israele", che impiega influenza politica e forza militare per procura oltre i confini internazionali sovrani per schiacciare il sostegno della società civile alla Palestina.”










