Roma, 21 mag. (askanews) – Il clima secco aiuta a rendere più compatta la polpa di alcune varietà di ciliegie, aumentandone il grado di protezione dagli attacchi di uno dei suoi principali ‘nemici’, il moscerino asiatico (Drosophila suzukii). È quanto emerge da una ricerca condotta da Enea e diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità che ricorre il 22 maggio. L’Enea ha sviluppato un sistema di screening di laboratorio per valutare il grado di resistenza o suscettibilità delle diverse varietà. L’insetto, dal suo arrivo in Italia dalla Cina, ha causato ingenti danni alla produzione cerasicola, in particolare nella Sabina, con perdite anchesuperiori al 50%.
I ricercatori del laboratorio Enea Agricoltura 4.0 hanno valutato la risposta delle diverse varietà di ciliegia all’attacco dell’insetto, utilizzando un allevamento artificiale del moscerino in condizioni controllate. Alla fine è stata definita una scala di suscettibilità delle varietà in base al danno calcolato su percentuale di frutti colpiti, numero di punture e sviluppo di larve e pupe.
“L’insieme di tutti i parametri analizzati ci ha portato a individuare quale combinazione di fattori biochimici, olfattivi, visivi e tattili influenza maggiormente il moscerino, determinando così il livello di suscettibilità o resistenza di una determinata varietà”, spiega Sergio Musmeci, entomologo presso il Laboratorio Enea Agricoltura 4.0. “Dallo screening varietale – aggiunge – è emersa una minore suscettibilità all’attacco nelle varietà a polpa più consistente che hanno mostrato un numero di punture inferiore rispetto alle altre, insieme a un ridotto tasso di sopravvivenza delle larve”.















