Il celebre cappero di Pantelleria, emblema della tradizione agricola dell’isola, è oggi insidiato da una minaccia tanto discreta quanto micidiale: la Bagrada hilaris.

Questa cimice, altamente distruttiva, non colpisce soltanto le preziose piante di cappero, ma può compromettere anche colture alimentari essenziali come grano, legumi, broccoli e cavolfiori.

L’invasione rischia di tradursi in pesanti ripercussioni economiche per gli agricoltori locali, mettendo in crisi un intero sistema produttivo.

Per fronteggiare l’emergenza evitando l’impiego massiccio di fitofarmaci, la comunità scientifica ha avviato una strategia innovativa e sostenibile. È in corso un progetto di ricerca finanziato dallo European Biological Control Laboratory (Ebcl) e coordinato dalla Bbca (Biotechnology and Biological Control Agency).

L’agenzia ha condotto indagini sul territorio pantesco, curato l’allevamento della specie e realizzato i necessari test biologici e comportamentali. Un ruolo determinante è svolto anche dall’Enea, che ha gestito l’irraggiamento degli insetti oltre a occuparsi della validazione e dell’analisi dei dati raccolti sul campo.