Dal monitoraggio innovativo alle trappole intelligenti: sono le ricette messe in campo per difendere la frutticoltura del Lazio dagli attacchi dei parassiti. Uno su tutti, la cimice asiatica. È l’obiettivo del progetto che i ricercatori dell’Enea e del Crea portano avanti, nell’ambito del programma Simodrofila, in difesa delle produzioni regionali e a cui partecipano, in qualità di partner, la Società Agricola Colle Difesa (capofila), la Fondazione per lo Studio degli Alimenti e della Nutrizione e diverse aziende agricole della parte della Sabina in provincia di Roma.

Elemento fondamentale è la presenza di una rete di trappole distribuite nei frutteti della Sabina. Attraverso i monitoraggio georeferenziato, come sottolinea Maurizio Calvitti, ricercatore della divisione Sistemi Agroalimentari Sostenibili dell’Enea e coordinatore scientifico del progetto, è stata realizzata la «mappatura in tempo reale delle infestazioni». I dati, raccolti settimanalmente, hanno permesso agli agricoltori di intervenire tempestivamente nei cosiddetti hot-spot, limitando così la diffusione delle infestazioni. Vino rosso, aceto di mele e zucchero sistemati nelle trappole, hanno la capacità di attrarre e catturare il moscerino asiatico Drosophila suzukii oppure specifici mix chimici per la mosca mediterranea della frutta Ceratitis capitata.