Coltivazioni diverse, problemi simili: ieri l’allarme per le barbabietole, oggi quello per mele, pere, kiwi. Su entrambi si accaniscono gli attacchi dei “nuovi” insetti che si sono diffusi con l’aumento delle temperature. Le coltivazioni delle barbabietole sono prese di mira dal lisso, insetto sconosciuto fino a pochi anni fa, e dalla spodoptera. E chi se ne occupa, come Coprob (la cooperativa produttori bieticoli), dice che non ci sono abbastanza “difese”, la ricerca sui fitofarmaci è indietro e l’efficacia degli attuali è limitata dal caldo o bloccata dalle norme europee. Sulla frutta invece piombano afidi e antracnosi sul melo, cecidomia sul pero, la cocciniglia dell’actinidia: tutti moltiplicatisi per il cambiamento climatico. Per fermarli si usano tecnologie digitali, droni, trappole con feromoni sessuali, insetticidi ammessi nell’agricoltura bio e altro ancora.

Il progetto “Riduci”

E qualcosa funziona: nell’ambito del progetto “Riduci”, avviato nel luglio scorso (termine previsto a fine giugno 2027), sono arrivati dati rilevanti. In particolare sulla lotta agli afidi grazie alle prove sperimentali su un meleto biologico a Castel Guelfo di Bologna, «caratterizzato da una forte e omogenea pressione dei parassiti». E’ stata valutata “l’efficacia di diversi insetticidi ammessi in agricoltura biologica”, spiega Federica Manucci del Consorzio Agrario di Ravenna: al primo rilievo, il 15 maggio scorso, «alcune tesi hanno mostrato una significativa riduzione dell’infestazione, con percentuali di getti colpiti scese al 54-55%, rispetto all’85% del controllo non trattato. Le differenze sono apparse anche visivamente evidenti, a conferma dell’efficacia iniziale dei trattamenti. Attualmente è in corso la valutazione della persistenza di questi effetti nel tempo». E si sta studiando l’aphelinus mali, antagonista naturale degli afidi.