MORTARA «Il mio riferimento iniziale è sempre stato la Lega della prima ora, quella più combattiva sui temi del federalismo fiscale, ma quel modello oggi non esiste più: ora guardo a profili più moderati, come il movimento Drin Drin di Michele Boldrin, che fanno della concretezza il loro fulcro». Fabio Farina, 51 anni, tecnico commerciale per un’azienda chimica, è uno dei cinque candidati in corsa per il ruolo di sindaco di Mortara. Alle elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 maggio, si presenta con la lista civica “Sveglia Mortara”, senza alleanze. Il nome del gruppo non lascia margine a interpretazioni: «Vogliamo letteralmente svegliare Mortara, è una città che dorme da anni». In che senso?«Purtroppo Mortara si è abituata al degrado, all’insicurezza, alla paura, al disordine e all’indifferenza. I cittadini sono stufi. Ormai molti non hanno neanche più il coraggio di dire con orgoglio che sono di Mortara». A chi attribuisce questa situazione?«In Lomellina la politica tradizionale, in particolare il centrodestra, ha fallito. Un esempio lampante di questo fallimento è stato il crollo del Consorzio dei rifiuti (Clir), che ha generato gran parte del degrado e della sporcizia che vediamo oggi in giro perché non si è avuto il coraggio di affrontare la situazione. Noi vogliamo parlare alla gente in modo diretto e con una proposta altrettanto diretta». Quali sono i pilastri della sua proposta amministrativa?«Il punto di partenza imprescindibile è il riassetto tecnico-organizzativo del Comune. La macchina comunale non funziona più: i tempi di risposta per le pratiche edilizie o per la semplice burocrazia ordinaria non sono più celeri. Subito dopo viene la programmazione economica di bilancio. Senza questi due prerequisiti non si può fare nient'altro: non si può garantire sicurezza, visibilità, integrazione o sostenibilità. Concretamente, cosa inserirebbe nella sua programmazione di bilancio?«Tre cose principali: un piano pluriennale di riduzione del debito, che oggi ammonta circa a nove milioni e mezzo di euro; il recupero dei crediti legati all’evasione dei tributi locali, che pesa sui tredici milioni, e l’eliminazione degli sprechi. Inoltre, bisogna intercettare i finanziamenti esterni. I Comuni limitrofi come Robbio, Olevano, Sant’Angelo o Castello d’Agogna hanno ottenuto fondi del Pnrr, Mortara zero». Un tema molto sentito è quello della sicurezza. Come intende intervenire?«Quello che un tempo era il nostro punto di forza – i collegamenti ferroviari con sei linee – oggi è diventato un punto di debolezza. La sera la stazione è diventata il punto d'arrivo di lavoratori precari delle consegne e di situazioni di forte disagio. Il giorno dopo la mia elezione a sindaco, chiederò al comandante dei vigili di avviare controlli serrati agli orari di arrivo dei treni e di mappare tutte le abitazioni una per una. Abbiamo stimato circa 1.500 residenti fittizi o non censiti all’anagrafe che producono rifiuti, consumano energia e creano disordine senza essere registrati». Quali altre misure e strumenti prevede per la polizia locale?«È necessario il controllo attivo e il potenziamento delle telecamere di videosorveglianza, oltre al completamento dell’organico della polizia locale per poter introdurre finalmente il terzo turno di servizio, che oggi manca. Inoltre, aggiorneremo il regolamento di polizia locale, fermo a una dozzina di anni fa. Introdurremo un’ordinanza precisa per vietare il consumo di alcolici per strada dalle 20 alle 8, partendo proprio dalla piazza del Comune che è diventata meta di degrado, sulla scia di quella già applicata a Sesto San Giovanni o a Sannazzaro de' Burgondi. L’ho già pronta in borsa». Passiamo allo sviluppo economico e al futuro dei giovani. Come pensa di trattenere le nuove generazioni a Mortara? «Serve un dialogo serio con le imprese, che è completamente mancato dopo il 2012, ossia dalla fine del mandato del sindaco Robecchi, di cui sono stato vicesindaco. Ma attenzione: non bisogna andare dalle aziende con il cappello in mano a chiedere prebende o sponsorizzazioni per la Sagra dell’Oca, ad esempio. Dobbiamo istituire un tavolo permanente con le imprese per fare vera programmazione territoriale e attività di ricerca e sviluppo del territorio». E per quanto riguarda il ripopolamento e il welfare per le famiglie?«Mortara ha un indice di vecchiaia decisamente preoccupante: ci sono 115 anziani sopra i 75 anni ogni 100 giovani sotto i 35. Per incentivare il ripopolamento e attrarre giovani famiglie, vogliamo creare uno spazio di co-working in un immobile di proprietà comunale in centro città. Oggi moltissimi professionisti e dipendenti di multinazionali a Milano lavorano in smart working e vanno in ufficio solo due o tre volte alla settimana. Vivere lì con uno stipendio medio è diventato difficilissimo, mentre in Lomellina si vive tranquillamente. Offrendo spazi di lavoro condivisi, uniti all’eccellente qualità delle nostre scuole secondarie superiori , possiamo attrarre nuove famiglie e rivitalizzare Mortara».