MORTARA. L’area politica di riferimento è il centrodestra, ma oggi non è iscritto ad alcun partito. «L’unica tessera che ho in tasca è quella della contrada di San Cassiano, che conservo orgogliosamente». Vittorio Testa, quarantadue anni, direttore del settimanale l’Informatore Lomellino, è uno dei cinque candidati in corsa per le elezioni amministrative a Mortara, in programma domenica 24 e lunedì 25 maggio.Mortarese da sempre – «ho iniziato a indossare gli abiti del Palio cittadino nel 1996 quando avevo dodici anni» –, è ora chiamato a vestire i panni del federatore del centrodestra, guidando una coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Lombardia Ideale e dalla civica Viviamo Mortara. A lui quindi, in caso di vittoria, il compito di ricucire le fratture tra i partiti che hanno segnato la precedente amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Ettore Gerosa.Forte del supporto di cinque partiti e di una civica, Testa è tra i candidati con più chance per le amministrative. Ma la corsa per il ruolo di sindaco di Mortara non ha esito scontato. A sinistra scalpita Max Farrell, ventitreenne, personaggio di rottura, sostenuto da Pd, Avs e Rifondazione Comunista. E gli altri tre concorrenti non vogliono essere da meno: Laura Gardella, con le liste “Laura Gardella sindaco” e “Insieme si può per la sicurezza”, Fabio Farina, che guida la civica “Sveglia Mortara”, e Giusy Figliano, con “Rinascita Mortarese”, daranno battaglia fino all’ultimo voto A lei, in caso di vittoria, la missione di tenere insieme forze diverse.«La politica è l'arte della mediazione e probabilmente hanno riconosciuto in me, privo di tessere, quelle caratteristiche che potessero far sì che si potesse ritornare ad andare d’amore e d’accordo. La novità principale è proprio quella di proporre la coalizione unita: questo aspetto si può tradurre anche in un discorso politico fatto a livello territoriale». In che senso?«Negli ultimi anni Mortara ha perso il suo ruolo di capoluogo della Lomellina. In passato la presenza di società pubbliche come la Clir e la Cipal garantivano al nostro Comune un ruolo amministrativo di primo piano nell’area che va da Cilavegna a Pieve del Cairo, da Palestro a Torre Beretti, passando per Mede. Io penso che la politica possa fare in modo che anche Vigevano torni a volgere il suo sguardo verso di noi, distogliendolo da Milano».Come?«Recuperando attrattività sul territorio. Intanto, occorrono interventi rapidi in materia di sicurezza, attraverso un miglior impiego delle forze dell’ordine. E poi lavorando al decoro della città. Mortara è una città sporca, i cittadini si lamentano di questo: occorre pertanto una “terapia d’urto” per risolvere questo problema. Due ingredienti, sicurezza e decoro urbano, che concorrono a migliorare le condizioni di chi lavora in negozi al dettaglio in centro e incentivano una crescita dell’attrattività».A Mortara circa il venti per cento della popolazione è straniero. Quali possono essere gli ingredienti per l’integrazione?«Da un lato lo sport, perché il rispetto delle regole è fondamentale per crescere gli uomini del domani. Dall’altro la cultura, coltivata in luoghi di aggregazione comunitaria, come la biblioteca comunale. In generale penso che sugli stranieri sia sbagliato fare di tutta l’erba un fascio: è chiaro che qualcuno viene in Italia per sbarcare il lunario e quindi compie delitti, ma è altrettanto vero che ci sono persone extracomunitarie che sono bravissime. Io ad esempio ho dei vicini egiziani che sono straordinari: quando ci sono le loro feste religiose, mi portano i biscottini, fanno il pane, insomma è gente come noi. Magari non parlano benissimo l'italiano perché stanno affinando le competenze e le capacità di comprensione della nostra lingua, però hanno voglia di integrarsi». Veniamo al tasto dolente: i trasporti.«La viabilità stradale in Lomellina è profondamente deficitaria. Se i Comuni non riescono a fare rete per migliorare la situazione, non possiamo pensare che nuove vite e nuove imprese possano insediarsi da noi». E la rete ferroviaria?«Idem. I pendolari che vanno a Milano tutti i santi giorni si trovano ad affrontare un calvario: arrivano in stazione nella speranza che ci sia il treno, una volta che si siedono a bordo sperano che parta e poi si augurano di arrivare a destinazione. Anche qui, stesso discorso di sopra: se si riesce a sviluppare un asse politico con i Comuni interessati dalla linea, avendo lo stesso colore politico della Regione, penso che si possa migliorare il servizio».Ci parla del suo legame con la contrada di San Cassiano?«Nel 2002, a soli diciotto anni, sono diventato Capitano di Contrada, il più giovane della storia del Palio. E ho mantenuto questo titolo fino al 2019, per poi diventare Presidente. Nel corso degli anni ho vinto il Palio sei volte, diventando il Capitano più vincente. Posso dire di aver sempre vissuto in prima linea la vita sociale del Comune».
Elezioni a Mortara, Vittorio Testa: «Io figlio di San Cassiano scelto per unire il centrodestra»
Il direttore del settimanale l’Informatore Lomellino candidato sindaco punta sull’attrattività del Comune. «Occorrono interventi rapidi in materia di sicurezza…














