Il dibattito tra i candidati sindaco al cinema Grotta di Sesto Fiorentino, in via Gramsci

Pienone al cinema Grotta di via Gramsci, venerdì sera, per il confronto pubblico, organizzato da La Nazione, tra i cinque candidati a sindaco alle elezioni amministrative di Sesto Fiorentino dei prossimi 24 e 25 maggio.Oltre quattrocento presenti, tutto pieno e alla fine gente in piedi, gran voglia di partecipare, fischi, urla e dibattito accesissimo per una tornata dalla quale uscirà il successore di Lorenzo Falchi, l'uomo che dieci anni fa da sinistra sconfisse il Pd e che poi con i dem si unì per la seconda consiliatura. L'ex sindaco, ora consigliere regionale con un occhio già rivolto alle Politiche del prossimo anno, è uno dei convitati di pietra dell'evento, assieme al presidente della Regione Giani.“Vai a braccetto con Eugenio”, gridano non a caso dal pubblico i 'brunoriani' a Damiano Sforzi, l'uomo blindato dal patto di ferro siglato dall'ex sindaco e dal presidente della Regione, che ultimamente in città - dove pure è residente – si è visto spessissimo, “soprattutto alle assemblee del Pd”, rimarca Alessandro Martini.Sforzi, sostenuto da Pd, Avs, 5 Stelle e 'Per Sesto', la civica che ha fondato quando uscì dai dem al tempo di Renzi segretario, è il super favorito, eppure mostra cenni di nervosismo. Durante il dibattito a volte è stizzito per le contestazioni del pubblico – così ringalluzzendole – e talvolta dibatte a tu per tu con gli altri candidati. I pronostici lo darebbero vincente al primo turno, ma chissà: sicuramente il 70,4% che prese Falchi nel 2021 è un miraggio. E pare che il Pd sia in calo.Portare Sforzi al ballottaggio“Se siamo qui è perché ci crediamo”, dice Martini. Il sogno, comune agli altri tre sfidanti (Beatrice Corsi, Stefania Papa e Daniele Brunori), è portarlo al ballottaggio. Sarebbe già uno smacco per il centrosinistra monco (sfidato a sinistra da Corsi e al centro da Martini) di ‘Sestograd’.Martini ha il dente avvelenato con i dem: prima Dario Nardella l'ha cacciato dalla giunta di Palazzo Vecchio dopo averlo fatto assessore, poi Giani che – dopo la promessa di un incarico di livello regionale per l'impegno profuso a sostegno della 'lista del presidente' alle ultime regionali – non ha tenuto fede agli impegni presi.Martini è sostenuto da 'Sesto Riformista', che mette insieme Casa riformista, Azione, Avanti Psi, Italia Viva, Libdem, +Europa, Pri e Pli. Poi c'è Beatrice Corsi di Ecolò, assessora all'ambiente uscente e che ha lanciato la sfida da sinistra con l'appoggio anche di 'Sesto Collettiva' (Rifondazione comunista e Possibile) dopo che il Pd ha negato le primarie e ha imposto Sforzi candidato. Ieri è stata tra le più applaudite.Infine la candidata del centrodestra Stefania Papa (sostenuta da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Udc, 'Di più per Sesto', ma non dalla Lega) e Daniele Brunori, che nel 2021 era il candidato del centrodestra unito in quota Carroccio salviniano, dal quale poi è uscito per fondare la civica 'Via Nova' “perché il centrodestra di Sesto Fiorentino ha capito ben poco”.Temi del dibattitoIl dibattito spazia dal Museo Ginori (chiuso dal 2014 e per tutti i candidati una priorità da valorizzare) al rilancio del centro cittadino e dei negozi di vicinato, fino al futuro della grande area abbandonata della ex Caserma Donati di Quinto Basso, lasciata nel degrado dallo Stato da fine anni '90.Ma a dominare sono tramvia, che nei prossimi anni arriverà a Sesto con un prolungamento della linea fiorentina 2 che oggi arriva all'aeroporto di Peretola, e il futuro dello scalo fiorentino, al centro delle campagne elettorali da decenni (sabato alle 14 parte dal polo scientifico un nuovo corteo per opporsi all'ampliamento e dovrebbero partecipare anche diversi candidati).Alla tramvia tutti i candidati sono sostanzialmente favorevoli, ma i distinguo non sono banali. “La parte finale del tracciato non va bene, non deve arrivare in centro cittadino, non serve. Quella parte di progetto non è ancora finanziata e va ridiscussa. Non raggiungere la zona industriale dell'Osmannoro poi non ha senso”, sottolinea Papa. “Non farla arrivare dentro il polo scientifico - nota invece Corsi – è una grande occasione sprecata”. La candidata di Ecolò chiede anche il potenziamento di tutto il trasporto ferroviario e “piste ciclabili non solo per arrivare ai parchi ma anche sulle direttrici dei luoghi di lavoro”.“La linea, per come è disegnata, adesso non serve a nulla. In tram da Sesto a Firenze ci vorrà un'ora, in treno 15 minuti. La nuova tramvia sarà funzionale solo se ci sarà la nuova pista aeroportuale, con la dismissione della vecchia. Questo deve farci riflettere”, punge Brunori, che tira fuori un foglio – stuzzicato da Sforzi – per dimostrare che “in consiglio comunale ho votato contro l'ampliamento di Peretola anche quando ero nella Lega”. “Sono sempre stato contrario alla nuova pista”, si infervora a sua volta il candidato del centrosinistra. “Con un padrino politico come Giani, super favorevole, che garanzie puoi dare?”, lo pungono gli avversari. Sullo scalo fiorentino ieri gli unici a non prendere una posizione netta sono Martini e Papa, “ma il volere dei cittadini va rispettato”, mettono le mani avanti entrambi.“Sesto è fatta di tanti borghi, vanno valorizzati tutti”, l'impegno di Martini. “Noi siamo la vera novità, vogliamo un turismo lento e di qualità, l'ampliamento di Peretola distruggerebbe un ecosistema importantissimo e gioverebbe solo alla rendita del turismo 'modello Firenze', con gentrificazione e prezzi delle case e degli affitti alle stelle”, rimarca invece Corsi. “Votate l'alternanza, può solo fare bene”, l'appello finale di Papa. Le schermaglie vanno avanti per quasi due ore. Poi foto di rito tutti insieme e via all'ultima settimana di campagna elettorale.