Roma, 11 ott. (askanews) – Per il governatore uscente “non basta vincere, bisogna vincere bene”, per il sindaco outsider “il risultato non è già scritto e nessuna sfida è impossibile”. Con questi due viatici, pronunciati alla vigilia del voto rispettivamente dal presidente del Pd Stefano Bonaccini e dalla premier Giorgia Meloni all’indirizzo dei loro candidati, Eugenio Giani per il centrosinistra allargato al Movimento Cinquestelle e Alessandro Tomasi per il centrodestra si presentano agli oltre 3 milioni di elettori chiamati domani e lunedì a scegliere il nuovo presidente della Regione Toscana. In corsa c’è una terza candidata, Antonella Bundu, già consigliera comunale, per la lista di sinistra Toscana Rossa (che mette insieme Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile).
Il primo ostacolo che i candidati dovranno superare per compiere la loro missione – che sia vincere bene oppure vincere per la prima volta in una regione in cui la sinistra ha governato ininterrottamente dal 1970 – è l’astensione, la piaga della bassa affluenza al voto. Non a caso, l’ultimo appello sia a destra che a sinistra, è perché la gente vada a votare, non resti a casa. “Io ho dato tutto, ho fatto il possibile, ora tocca a voi fare la rivoluzione” e non fidatevi “di sondaggi vecchi che fanno girare ora per scoraggiarvi”, avverte Tomasi dal palco di piazza San Lorenzo, dove Giorgia Meloni quasi lo rivendica come cosa sua (“lo conosco da tanti anni”). Dal teatro Cartiere Carrara, dove chiude la manifestazione con Elly Schlein, ma non ci sarà né una piazza né una foto unitaria con i leader del campo largo (tanto “la foto porta male”, osserva), Giani ne fa un fatto di orgoglio: “Bisogna portare la gente a votare domenica prossima. Dobbiamo avere l’orgoglio di essere la Toscana, terra di libertà e di democrazia. Io voglio una Toscana che sta in vetta come partecipazione al voto”.













