La Toscana torna al voto fino a lunedì e, insieme al ballottaggio in Valle d'Aosta, chiude la tranche di regioni alle urne prima dell'election day di novembre.

Prossimo test sarà il 23 e 24 novembre per Puglia, Veneto e Campania in contemporanea. Tre milioni di toscani sceglieranno tra Eugenio Giani, governatore uscente e frontman di un campo larghissimo, e Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia e meloniano. Il primo punta al bis. L'altro spera in uno stravolgimento dei sondaggi. Le elezioni rappresentano un test per il "campo largo" e la sua rivalsa, dopo le sconfitte nelle Marche e in Calabria, regioni in cui sono stati riconfermati i governatori di centrodestra.

Giani è riuscito a compattare tutto il fronte progressista, a parte i mal di pancia iniziali dei 5 Stelle e la mancata benedizione di tutti i leader per lui, sullo stesso palco. Ora si gioca la conferma della roccaforte rossa. O "il sistema di potere", come l'ha chiamato con sdegno Giorgia Meloni. Per il centrosinistra, sarebbe il primo punto segnato nelle Regionali del 2025, nella speranza che porti bene agli altri feudi come Puglia e Campania che pure hanno scommesso su un fronte largo, mentre resta un miraggio il Veneto. In Toscana sarà decisiva l'affluenza incrociata al voto disgiunto, essendo qui ammesso.