MORTARA. «Sono nata e cresciuta qui. La mia famiglia ha un’attività in corso Garibaldi e fino alla laurea ho lavorato dietro il banco. Questo mi ha permesso di conoscere da vicino il tessuto sociale, i commercianti, i problemi quotidiani della città». Avvocata di quarantasette anni, specializzata in diritto di famiglia, Laura Gardella è candidata sindaco di Mortara con le liste civiche “Gardella sindaco” e “Insieme si può per la sicurezza”, guidata da Francesco Piano, esponente della protezione civile.Vicesindaca di Ettore Gerosa per tre anni, dal 2022 fino al luglio 2025, quando il sindaco è morto in un incidente stradale, Gardella ha retto il Comune due mesi. Salvo poi essere estromessa dalla sua maggioranza. E ora, in vista delle elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 maggio, punta a fare meglio degli altri quattro sfidanti nella corsa al municipio. «La determinazione è sicuramente una delle mie caratteristiche principali. Chi mi conosce sa che mantengo la parola data e che ho idee molto chiare».Gardella, come nasce la sua candidatura a sindaco?«La mia carriera politica è iniziata circa dieci anni fa, quando mi candidai come consigliere comunale in una lista civica. Già allora ottenni un buon risultato. Nel 2022 ho scelto di candidarmi con Ettore Gerosa e Fratelli d’Italia, risultando la più votata con 213 preferenze. Oggi torno con una nuova candidatura, questa volta come sindaco, sostenuta da una lista civica».Perché la scelta di una lista civica?«Perché credo che una città come Mortara abbia bisogno soprattutto di persone capaci, competenti e con voglia di fare, più che di appartenenze partitiche. La squadra che abbiamo costruito è composta prevalentemente da persone che non hanno mai avuto ruoli politici, ma che hanno entusiasmo e spirito di servizio».Lei ha preso le distanze da Fratelli d’Italia. Perché?«Credo che il partito che oggi esiste a Mortara non rappresenti più quello del passato e non rappresenti più nemmeno me. Ho scelto di costruire una squadra di persone che conosco bene e di cui mi fido. Per amministrare serve coesione: i consiglieri devono essere consapevoli del loro ruolo e lavorare insieme in modo compatto».Cosa è mancato, secondo lei, nelle precedenti esperienze amministrative?«Spesso mancava lo spirito di squadra. Quattro anni fa molte persone nemmeno si conoscevano tra loro. Oggi invece abbiamo costruito un gruppo unito, che in questi mesi ha avuto modo di conoscersi e creare rapporti solidi. Questo, secondo me, è fondamentale per governare bene».Quali sono i punti principali del vostro programma?«Il progetto si fonda su tre pilastri: sicurezza, lavori pubblici e ambiente».Partiamo dalla sicurezza.«Vorremmo portare avanti il progetto – avviato sotto l’amministrazione Gerosa – di un presidio di polizia locale in piazza Marconi, davanti alla stazione ferroviaria. Potrebbe essere realizzato negli uffici della stazione oppure attraverso un presidio mobile. Questo permetterebbe un maggiore controllo delle aree circostanti, fino a viale Mangiagalli e corso Torino, zone che richiedono attenzione particolare».Sul fronte dei lavori pubblici quali sono le priorità?«Le strade e i marciapiedi sono il biglietto da visita di una città. A Mortara manca da molti anni un piano strutturato di interventi. Vogliamo realizzare un piano strade e un piano marciapiedi importanti e programmati nel tempo. Pensiamo anche alla messa in sicurezza e alla riqualificazione di alcuni edifici, come palazzo Lateranense, oltre a interventi in aree come via Parini e piazza Giovanni XXIII, dove le radici degli alberi hanno ormai compromesso asfalto e percorsi pedonali».E per quanto riguarda il verde pubblico?«Serve programmazione. Parchi come quello di via Mirabelli, il Martinoli e la Lea Longa hanno bisogno di manutenzione costante e interventi pianificati. Oggi troppo spesso si interviene solo in emergenza. Noi vogliamo cambiare metodo».Avete progetti specifici dedicati ai giovani?«Sì. Durante il precedente mandato mi occupavo delle manifestazioni e ho sempre organizzato eventi legati alla sagra capaci di attirare giovani da Mortara e non solo. Vorrei continuare su quella strada, creando occasioni di aggregazione e iniziative che rendano la città più viva e attrattiva per tutti».Trasporti e ferrovia: che ruolo può avere il Comune?«Il sindaco può dialogare con Regione e con gli enti competenti, ma non ha un potere diretto sulle decisioni. È giusto essere chiari con i cittadini: un’amministrazione può impegnarsi e fare pressione, ma non può promettere risultati che non dipendono esclusivamente dal Comune».
Gardella si lascia alle spalle FdI «A Mortara servono persone capaci, non appartenenze partitiche»
Già vice di Gerosa, l’avvocata torna in campo sostenuta da due liste civiche








