VOGHERA. A casa o al bar, con latte o senza, corto, lungo, ristretto o americano. Da come una persona beve il caffè si capiscono tante cose, e da dove lo beve, anche. È partendo da questo assunto che in campagna elettorale abbiamo voluto invitare per un caffè i candidati sindaci del Comune di Voghera, che si sfideranno domenica 24 e lunedì 25 maggio alle elezioni amministrative. Francesca Miracca, 49 anni, titolare della trattoria "Da Sofia" di corso Rosselli che gestisce con la mamma e la sorella, ci ha accolto direttamente al suo bancone, là dove ogni giorno fa politica alla vecchia maniera: parlando con le persone. Dal suo locale, infatti, passano tutti, principalmente lavoratori in pausa pranzo, occhi e orecchie che le riportano tutto ciò che accade in città. Regina delle dirette Facebook, per questo non si offende se la definisci la più "popolare" tra i candidati sindaci vogheresi. Anzi. Francesca Miracca sfida Paola Garlaschelli (centrodestra) e Marcello Bergonzi Perrone (centrosinistra) con due liste di appoggio: "Miracca sindaco" e "Patto per Voghera con Miracca sindaco". Il suo esordio sulla scena politica vogherese risale al 2015 tra le fila della Lega Nord, con cui si ricandidò poi nel 2020, quando ottenne il record di 573 preferenze. Diventata assessora al commercio nella giunta Garlaschelli, fu poi estromessa da Palazzo Gounela quando un giornalista riportò una sua dichiarazione (lei sostiene travisata) in merito alle manifestazioni organizzate in ricordo di Youns El Boussettaoui. In seguito a quell'episodio Pierfelice Albini (anche lui ex Lega) uscì dalla maggioranza e passò in minoranza, sostenendo una strenua opposizione nei confronti della giunta. In questi anni, Miracca è anche stata accusata di corruzione elettorale, ma è stata assolta in appello lo scorso marzo. Come beve il caffè Francesca Miracca? «Lo faccio di mestiere, quindi veloce e in piedi, insieme ai miei clienti, che ormai sono amici». Arriva dalla Lega Nord, era nella giunta Garlaschelli. La sua è quindi una proposta di centrodestra? «Non siamo né di destra né di sinistra, non abbiamo nessuna tessera di partito e non crediamo più in nessun simbolo. Crediamo che a decidere cosa serve a Voghera debbano essere i vogheresi, non le segreterie di Milano o Roma». L'errore più grave che ha commesso l'amministrazione negli ultimi anni. «La distanza enorme che ha creato con la cittadinanza. Ha perso il contatto con la vita reale delle persone. Troppi annunci e poca presenza concreta sui problemi quotidiani». Perché si candida? «Perché credo di poter rivitalizzare e rendere Voghera sicura, e credo che questo succederà. Ma anche perché vedo troppa rassegnazione: io non accetto che i cittadini abbiano paura o si abituino al degrado. Voghera merita molto di più». Tre aggettivi per la Voghera che vorrebbe. «Orgogliosa, viva, vera» Tre aggettivi per la sua squadra. «Concreta, straordinaria, reale» Domani diventa sindaca, qual è la prima cosa che fa? «Convocare un tavolo sulla sicurezza con prefettura, forze dell'ordine e polizia locale. Serve riportare presenza e controllo sul territorio». Il progetto che le sta più a cuore del programma? «Approntare un protocollo anti-bullismo da adottare nelle scuole. Tanti genitori mi chiamano per denunciare i maltrattamenti subiti dai figli, e credo sia arrivato il momento di dare loro delle risposte pratiche». Lei è seguitissima sui social: su cosa riceve maggiori riscontri? «Oltre alla questione sicurezza, che è il tema del momento, anche sulla differenziata. La gente è stufa di vedere la città sporca per colpa di un sistema di differenziazione che non è riuscito a raggiungere tutti (perché molte tessere dei cassonetti non sono mai state ritirate) e che è scomoda anche per chi il badge ce l'ha e divide i rifiuti correttamente». Perché votare Miracca? «Perché sono una persona reale, concreta, che ama stare tra la gente. E perché non prometto miracoli: prometto presenza, ascolto e il coraggio di affrontare i problemi che fino ad oggi la politica ha preferito ignorare». Chi sono i suoi elettori? «Persone normali. Mamme, lavoratori, commercianti, giovani, anziani. Tutti quelli che hanno voglia di cambiamento, anzi di cambiamento vero. E che vogliono tornare a vivere la città con serenità e dignità» La definizione "popolare" le piace? «Sì, perché è quello che sono e voglio essere. Le persone mi contattano continuamente per chiedermi aiuto e consigli, e voglio che continuino a farlo a maggior ragione se dovessi diventare sindaca. Io vivo e lavoro a Voghera dal 2005, ma sono cresciuta a Cornale: quando sono scesa in campo ho portato con me la mentalità di paese, in cui la politica si fa così: con il dialogo e rimboccandosi le maniche. Ne vado molto fiera».
Miracca: «Popolare per vocazione, voglio una Voghera viva e sicura»
L’ex assessora leghista ora corre da civica contro Garlaschelli e Perrone. La campagna elettorale dalla sua trattoria: «Qui ascolto i problemi della gente»








