L'economia italiana resiste agli choc e cresce più della Germania, ma fatica a fare un cambio di passo come quello compiuto dalla Spagna e il caro energia e le pressioni inflazionistiche pesano sulle prospettive di crescita. Lo rileva l'Istat nel rapporto annuale in cui fotografa un Paese che sconta ancora "criticità strutturali" legate alla debolezza della produttività e "ai ritardi" negli investimenti in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Lo scenario per l'Italia, spiega l'istituto, "resta caratterizzato dalla prevalenza di rischi al ribasso, ma le stime più recenti dei principali previsori italiani e internazionali indicano comunque il mantenimento di un ritmo di crescita simile a quello osservato nel 2025". Nell'anno appena trascorso il Pil è aumentato in termini reali dello 0,5%, dopo lo 0,8% del 2024. La crescita è stata sostenuta dalla domanda nazionale (+1,5 punti percentuali), trainata dai consumi delle famiglie (+1%) e dalla ripresa degli investimenti fissi lordi (+3,5%, dopo il -3,1 dell'anno precedente). La domanda estera netta ha invece sottratto 0,7 punti alla crescita, per effetto di un aumento delle importazioni in volume (+3,6%) superiore a quello delle esportazioni (+1,2%).
Istat: dal 2019 salari hanno perso l'8,6% del potere d'acquisto
Leggi su Sky TG24 l'articolo Istat, prezzi in aumento: dal 2019 i salari hanno perso l'8,6% del potere d'acquisto












