I salari reali hanno perso il 10,5% del potere d’acquisto, tra il 2019 e il 2024, a causa della forte crescita dei prezzi. A fotografare la situazione è il Rapporto Annuale 2025 dell’Istat sulla situazione del Paese, presentato il 21 maggio dal presidente Francesco Maria Chelli a Montecitorio. La perdita del potere d'acquisto a fine 2022 ha raggiunto il 15% poi è scesa, toccando a febbraio l'8,7%. Ma è risalita al 10% a marzo 2025. Guardando al reddito reale da lavoro per occupato il rapporto evidenzia che nel 2024 «è più elevato rispetto al 2014, anno di minimo dopo la grande recessione degli anni precedenti, ma più basso del 7,3% rispetto al 2004 (-5,8% per i dipendenti) per la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione con riduzioni per tutte le classi di età».