La combinazione tra il forte aumento del numero di occupati e il recupero, sia pure più lento e graduale, dei salari reali rispetto all'inflazione sta producendo, in termini di risultato complessivo, una crescita significativa del potere d'acquisto pro-capite degli italiani. Lo aveva già anticipato l'Istat negli ultimi conti trimestrali dei settori istituzionali. Ma ora la conferma viene su scala più ampia dall'Eurostat. Infatti, nel terzo trimestre 2025, secondo i dati destagionalizzati e aggiustati per il calendario da poco diffusi da Bruxelles, il potere d'acquisto pro-capite è aumentato in Italia dell'1,7% rispetto al trimestre precedente: il più forte incremento tra tutti i Paesi dell'Unione Europea per cui sono disponibili statistiche al riguardo. L'Italia ha preceduto l'Ungheria (+1,6%), l'Irlanda (+1,4%) e il Portogallo (+1,3%).
Più distaccata la Spagna (+0,6%) e ancora più indietro la Germania (+0,5%), mentre in Francia vi è stato addirittura un calo (-0,3%). Il potere d'acquisto pro-capite, va precisato, è dato dal reddito disponibile delle famiglie e delle società senza scopo di lucro al netto dell'inflazione (cioè deflazionato col deflatore dei consumi), diviso per il numero di abitanti, secondo le serie trimestrali della contabilità nazionale dei vari Paesi membri.







