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18 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:03

La ripresa dei salari reali c’è, ma procede a rilento. E per l’Italia il recupero del potere d’acquisto resta tra i più timidi dell’area Ocse. Per la precisione siamo al penultimo posto. È quanto emerge dall’ultimo Wage Bulletin dell’organizzazione parigina. Da un lato i salari tornano a crescere in termini reali dopo lo choc inflattivo, dall’altro il terreno perso tra il 2021 e il 2023 è tutt’altro che recuperato. Nel complesso dei Paesi avanzati, la crescita dei salari reali nel 2025 è rimasta positiva, ma si è nettamente indebolita rispetto all’anno precedente: in media +1,8% nel terzo trimestre, circa la metà rispetto al 2024. Un rallentamento diffuso, che riguarda tre quarti delle economie Ocse e riflette sia il riaccendersi delle pressioni inflattive sia un progressivo raffreddamento del mercato del lavoro.

Dentro questa dinamica generale, l’Italia si distingue in negativo. Anche qui i salari reali sono tornati a crescere, ma il recupero resta parziale: il livello medio è ancora inferiore di circa il 3% rispetto a quello registrato all’inizio del 2021, prima dell’impennata dei prezzi. Il ritardo accumulato è tra i più ampi dell’intera area Ocse: solo la Repubblica ceca presenta una perdita più marcata rispetto al periodo pre-inflazione.