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24 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 20:03

Il rapporto Ocse Employment Outlook 2025 lancia un chiaro allarme sull’Italia, con criticità che minacciano il potere d’acquisto dei cittadini e la stabilità economica a lungo termine. L’analisi rivela che il nostro Paese ha subito la maggiore diminuzione dei salari reali tra tutte le principali economie Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e si trova davanti a una preoccupante crisi demografica che rischia di compromettere seriamente il Pil pro capite se l’Italia non ridurrà il divario occupazionale di genere e se non riuscirà a rimandare l’uscita dal mercato del lavoro degli occupati più anziani, suggerisce l’Ocse.

Salari e potere d’acquisto – Nonostante una crescita relativamente solida nell’ultimo anno, all’inizio del 2025 i salari reali degli italiani erano ancora inferiori del 7,5% rispetto all’inizio del 2021: nessun altro Paese Ocse ha avuto una performance peggiore. Anche i rinnovi di alcuni importanti accordi collettivi, con i relativi aumenti salariali, non sono stati sufficienti a compensare la perdita di potere d’acquisto legata all’impennata dell’inflazione. Inoltre, rileva il rapporto, all’inizio del primo trimestre 2025 un dipendente su tre del settore privato era ancora coperto da un contratto collettivo scaduto. Secondo l’Ocse, la crescita dei salari reali rimarrà contenuta, con aumenti nominali proiettati al 2,6% nel 2025 e al 2,2% nel 2026, a fronte di un’inflazione attesa del 2,2% quest’anno e dell’1,8% l’anno prossimo.