Altri tre mesi di crescita per Generali, al di sopra delle attese degli analisti finanziari, nonostante un utile in leggera flessione. Nel primo trimestre del 2026 tutti i segmenti chiave di business hanno evidenziato risultati positivi: l’utile operativo sale dell’8,1% a 2,23 miliardi di euro, i premi lordi aumentano a 28,2 miliardi (+6,8%), spinti sia dal Vita (+7,5%, la raccolta netta è a 4,3 miliardi e beneficia dei prodotti risparmio tradizionali schizzati del 21,8%, specie in Asia) sia dal Danni (+5,8%, a 11 miliardi). La raccolta del Danni passa anche dall’impatto di alcuni eventi catastrofali, in primis quelli naturali in Portogallo dal peso di oltre 400 milioni. Ancora qualche numero: bene l’assett & wealth management (+15,5%,a 314 milioni), sostenuto sia dall’asset management sia da Banca Generali con masse in gestione per 905 miliardi. Le masse in gestione toccano i 905 miliardi di euro, +0,5% rispetto a fine 2025, con asset di terzi pari a 387 miliardi. L’utile netto è in lieve calo del 2%, a 1,17 miliardi, e sconta due fattori: l’andamento dei mercati finanziari nei primi tre mesi e una componente fiscale straordinaria di 50 milioni di euro legata a una sovra-tassazione retroattiva imposta con la legge di Bilancio francese per il 2025, mentre per quest’anno il maggior importo richiesto dal fisco francese verrà spalmato sui vari trimestri. Investor Day il 18 novembre L’aggravio fiscale «ha inciso per 10 milioni in questo trimestre e peserà circa 10 milioni in ogni successivo trimestre», con un impatto di «circa una quarantina di milioni nell’anno», spiega il chief financial officer (cfo) di Generali, Cristiano Borean. La posizione di capitale resta “solida” grazie a un solvency ratio del 212% – a fine 2025 era del 219% –.