Generali ha iniziato l'anno con un utile normalizzato nel primo trimestre, di 1,27 miliardi di euro, in crescita del 5,2 per cento sul 2025, un utile netto contabile di 1,17 miliardi e un risultato operativo in progresso dell'8,1 per cento a 2,23 miliardi di euro. I risultati, spiega una nota, hanno beneficiato della crescita di tutte le aree di business, con il ramo vita che ha compensato l'impatto nel danni di alcuni eventi catastrofali straordinari, mentre una componente fiscale one-off di 50 milioni di euro, dovuta all'introduzione in Francia di una soprattassa retroattiva per le grandi imprese, ha frenato il risultato netto contabile, in flessione del 2,2 per cento a 1,17 miliardi.Nel complesso i premi sono cresciuti del 6,8 per cento a 28,2 miliardi. I premi lordi del segmento vita sono saliti a 17,2 miliardi (+7,5%), trainati dai prodotti risparmio tradizionali, che hanno registrato una crescita significativa (+21,8%), soprattutto in Asia. I premi lordi del segmento danni sono cresciuti a 11 miliardi (+5,8%), grazie all'andamento positivo di entrambe le linee di business. La linea non auto registra una crescita del 5%, mentre la linea auto è in aumento del 6%.

Il contributo Alla crescita del risultato operativo hanno contribuito tutti i segmenti di business: il risultato operativo del vita è salito del 9,9% a 1.090 milioni mentre il new business value (NBV) è migliorato del 19,1% a 977 milioni. Nel danni il risultato operativo è salito dell'1,2% a 1.041 milioni, nonostante un impatto significativo degli eventi catastrofali. Ha pesato in particolare un evento «particolarmente significativo» verificatosi in Portogallo. Il risultato operativo dell'asset & wealth management ha raggiunto 314 milioni (+15,5%), trainato sia dall'asset management (142 milioni, +12,7%) che dal wealth management (172 milioni, +17,9%). Infine si è ridotta da 150 a 130 milioni la perdita a livello di risultato operativo del segmento holding e altre attività. Le masse in gestione hanno raggiunto i 905 miliardi di euro, in crescita dello 0,5% rispetto alla fine del 2025.