Ira Sachs torna a New York per un altro viaggio nel tempo, dopo Peter Hujar’s Day (2025), uno dei suoi film più belli in assoluto. Con la stessa cura emozionante con cui aveva ricostruito in quel film una giornata del fotografo americano morto di Aids a cinquantatré anni, in The Man I Love, presentato in concorso, il regista ricrea la boheme newyorkese della metà degli anni ottanta, per il ritratto di un attore immaginario, Jimmy George, (Rami Malek) e della sua cerchia di amici e amanti. Ispirato a biografie diverse dell’epoca, tra cui quella dell’attore – e cofondatore del Wooster Group – Ron Wavter, morto di Aids nel 1994 (poco dopo aver interpretato anche una piccola parte in Philadelphia di Jonathan Demme), Jimmy è membro del gruppo di teatro sperimentale The Mechanicals.
È ANCHE malato e appena uscito dall’ospedale dopo un violento attacco di polmonite. Con la sua troupe, sta lavorando alla traduzione per palcoscenico di un film canadese del 1974, ispirato da testi del drammaturgo quebequois Michael Trembley, Il Etait Une Fois Dans L’Est. Si tratta di un film oscuro e corale, che Sachs scoprì in un festival Lgbtq quando era ragazzo. Molti dei dettagli del film sono infatti personali – Sachs (nato nel 1965, a Memphis) è arrivato a New York proprio negli anni in cui è ambientato The Man I Love. L’eccitazione del suo scoprire l’avventurosa downtown artistica queer di quel periodo attraversa il film ed è pari a quello per il senso di comunità ed empatia che connette i personaggi. L’atto creativo come arma di sopravvivenza. La semplice forza di questa affermazione fanno di The Man I Love un film «d’epoca» (precisissimi senza essere stucchevoli la ricostruzione d’ambiente, i costumi, la scelta delle musiche e persino la luce calda e polverosa) che vibra di presente. Sachs, che lo ha cosceneggiato insieme a Mauricio Zacharias (già con lui in Frankie e Passages) ha detto che uno dei modelli per l’architettura del copione e stato Van Gogh (1991), il film di Maurice Pialat sugli ultimi mesi della vita del pittore di Arles.














