Viareggio (Lucca), 20 maggio 2026 – Iniziativa legale di diciotto stabilimenti balneari di Viareggio, più due attività di ristorazione sul lungomare, fanno causa contro le aste delle spiagge. Lo scrive il Tirreno. Le imprese in questione hanno deciso di portare di fronte al tribunale civile il Comune di Viareggio, la Regione Toscana, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e l'Agenzia del Demanio per ottenere il riconoscimento della validità della loro concessione almeno fino al 2033, chiedendo i danni per una perdita di valore che viene lamentata a causa del contenzioso sulla direttiva Bolkestein. «La nostra tesi, alla base di questa azione legale - afferma Carlo Monti, proprietario del bagno Vespucci - è che le nostre concessioni siano tutt'oggi valide. Riteniamo che, dal punto di vista formale, la continuità dell'impresa balneare non è mai stata annullata e ci sono sentenze che lo riconoscono. Di conseguenza, noi abbiamo diritto a rimanere titolari della concessione almeno fino al 2033».
Viareggio, aste delle spiagge: causa civile di 18 stabilimenti balneari
In campo anche due attività di ristorazione sul lungomare. Chiedono il riconoscimento della validità della loro concessione almeno fino al 2033, e i danni per una perdita di valore che viene lamentata a causa del contenzioso sulla direttiva Bolkestein











