La Cassazione "si è limitata a dichiarare inammissibile il ricorso fatto dai titolari di 23 bar e ristoranti di spiaggia di Rimini sulla questione delle concessioni, per ragioni esclusivamente processuali". A dirlo è Vincenzo De Michele (nella foto), l’avvocato che ha assistito i 23 imprenditori nel ricorso con cui chiedevano di evitare l’applicazione della direttiva Bolkestein e, pertanto, i futuri bandi per assegnare le attività di spiaggia. Secondo De Michele la decisione della Cassazione "non mette una pietra tombale sulla vicenda delle concessioni balneari, né afferma che gli operatori non hanno più diritto alle concessioni". "Proprio perché la Cassazione ha deciso unicamente sull’ammissibilità del ricorso – prosegue l’avvocato – il quadro giuridico resta aperto a scenari diversi e a ulteriori iniziative giudiziarie e amministrative". "Sono tuttora pendenti – ricorda – altri procedimenti, tra cui il ricorso davanti al Tar promosso dagli stessi operatori, che dimostrano che la questione delle concessioni balneari nel territorio di Rimini non possa considerarsi definitivamente definita". Ancora: "I 23 ristoratori che hanno fatto ricorso in Cassazione sono titolari di concessioni demaniali, operano da anni nel rispetto delle regole imposte, investendo in strutture e servizi a beneficio di riminesi e turisti". La Cassazione – osserva De Michele – si limita a richiamare il quadro normativo e giurisprudenziale già esistente, senza statuire in via diretta e definitiva sulla posizione giuridica delle società ricorrenti". Insomma: nonostante la sentenza la partita sulle concessioni, secondo i 23 imprenditori e il loro avvocato, resta aperta.