La procedura di valutazione delle offerte - congelata nel dicembre scorso - deve andare avanti, anche se a questo punto la gara potrà difficilmente essere conclusa prima del 2027 inoltrato. Ma prima di decidere se l’approccio «rivoluzionario» del Comune di Castellaneta in tema di concessioni demaniali rispetti i criteri stabiliti dalla legge, il Tar di Lecce vuole entrare nel merito delle scelte con cui sono stati stabiliti i lotti da mettere a bando. E dunque ha ordinato all’amministrazione di chiarire una serie di punti.

L’ordinanza non impugnabile resa ieri dalla Prima sezione (presidente Pasca, relatore Rossi) nell’ambito del ricorso presentato dalla coop L’Angolino (con l’avvocato Danilo Lorenzo) suona però come un preavviso di scomunica, proprio perché chiede una relazione istruttoria giustificativa della scelta centrale. A marzo 2025 Castellaneta ha messo in gara 21 stabilimenti balneari e 15 spiagge libere con servizi, alcune delle quali riservate a usi specifici (animali di affezione, turismo naturista, sport). Sono state presentate 48 domande (un lotto è andato deserto) e 19 ricorsi al Tar. Il nodo principale su cui verte il contenzioso sta nella decisione di sganciare le concessioni dagli stabilimenti balneari retrostanti, che sono quasi tutti privati: i proprietari uscenti (alcuni non hanno partecipato, uno è stato escluso) potrebbero insomma perdere la gestione del lido, ma senza avere diritto ad alcun ristoro a titolo di avviamento.