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Ultimo aggiornamento: 13:56

L’avvocata e speleosub Orietta Stella, legale del tour operator Albatros Boat Tour, sostiene che il vero nodo non fosse la profondità ma la penetrazione nella grotta: “Senza filo di Arianna, torce e formazione adeguata non si rispettano gli standard internazionali”.

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Più che la profondità raggiunta, il vero nodo della tragedia dei cinque sub italiani morti alle Maldive sarebbe stata la natura stessa dell’immersione: una penetrazione in grotta che, secondo gli standard internazionali, richiede brevetti specifici, attrezzature dedicate e una preparazione tecnica avanzata. È questo il punto centrale dell’analisi di Orietta Stella, avvocata specializzata nell’assistenza internazionale agli operatori turistici e subacquei, ma soprattutto come racconta in una intervista al Corriere della Sera speleosub con trent’anni di esperienza nelle acque maldiviane. Da giorni si trova a Malé per seguire le operazioni legate al recupero dei corpi e all’avvio delle indagini. Monica Montefalcone, secondo l’opinione di chi lavorava con lei e chi la conosceva bene, non solo era esperta ma attenta e meticolosa nella preparazione di tutte le immersioni. Oltre 5mila quelle effettuate dalla scienziata.