Perché un gruppo di sub così esperti ha affrontato un'immersione del genere? E soprattutto chi ha dato loro il permesso visto che alle Maldive c'è il divieto di immergersi oltre i 30 metri? L'avvocata della Albatros Top Boat, il tour operator di Verbania che ha venduto il pacchetto per la crociera subacquea costata la vita a cinque italiani, è una sub provetta. Ora è in volo per le Maldive, dove presto arriverà anche un team finlandese specializzato nei recuperi più difficili, come quello del 2018 per il salvataggio dei ragazzini bloccati nella grotta in Thailandia. Si chiama Orietta Stella ed è, spiega raggiunta telefonicamente dall'Ansa prima dell'imbarco, «uno dei pochi esperti in Italia con le competenze tecniche necessarie per poter seguire questo tipo di sinistri».

Capire cosa è successo «Voglio capire cosa è accaduto a queste povere persone - spiega - e voglio seguire il recupero dei loro corpi. Cercherò di interloquire con le autorità maldiviane e consolari per chiarire innanzitutto gli aspetti contrattuali. La Albatros ha un contratto di affitto con una società maldiviana, la Island Cruiser Limited Company di Malé, che è la proprietaria e armatrice della barca sulla quale è stata organizzata la crociera. E' quella società la datrice di lavoro di tutto il personale di bordo, incluso l'istruttore capobarca Gianluca Benedetti».L'immersione non prevista Il tour operator verbanese, sottolinea, «non sapeva» dell'immersione a una profondità di oltre trenta metri, limite massimo posto dalle autorità delle Maldive oltre il quale serve una specifica autorizzazione, e in ogni caso «non l'avrebbe mai consentita». Anche perché alle Maldive «scendere oltre i trenta metri costituisce una violazione amministrativa, e per superare quel limite serve un provvedimento specifico dell'autorità marittima maldiviana, autorizzazione che, almeno da parte nostra - afferma - non era stata chiesta». La legale ha annunciato l'invio sul posto della squadra finlandese specializzata nei recuperi subacquei inviata dall'assicurazione subacquea Dan Europe, italiana di Roseto degli Abruzzi che si occupa di rescue in tutto il mondo. Sono i soli, osserva, dotati delle attrezzature tecniche necessarie in casi del genere che i maldiviani, dice, «non mi sembra stiano usando».