Restano molte domande aperte sulla tragedia avvenuta alle Maldive, dove hanno perso la vita cinque sub italiani durante un’immersione in una grotta sommersa. Col passare delle ore emergono dettagli tecnici e testimonianze che alimentano domande sulle condizioni dell’immersione, sull’attrezzatura utilizzata, sui permessi necessari.

Il nodo dei permessi per l’immersione Uno dei punti più delicati riguarda le autorizzazioni. Intervenendo a RaiNews24, il portavoce del governo maldiviano Mohammed Hussain Sharif ha spiegato che due dei sub coinvolti, Giorgia Sommacal e Federico Benedetti, non risultavano nell’elenco delle persone autorizzate. Sharif ha precisato che la professoressa Monica Montefalcone era conosciuta dalle autorità maldiviane per i progetti di ricerca portati avanti nel Paese negli ultimi quattro anni. Dai primi riscontri sembra che il gruppo non avesse pianificato di entrare nella grotta, forse l’intenzione iniziale era semplicemente quella di raggiungere l’imbocco della grotta.

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Il ruolo dell’Università di Genova Anche l’Università di Genova ha preso posizione, chiarendo che soltanto Monica Montefalcone e l’assegnista Muriel Oddenino si trovavano alle Maldive nell’ambito di una missione autorizzata. L’ateneo ha inoltre specificato che eventuali immersioni subacquee erano da considerarsi attività svolte a titolo personale. Giorgia Sommacal, studentessa di Ingegneria, e Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia marina, non sarebbero invece stati presenti nell’ambito di un progetto ufficiale dell’università.