L’Europa della geotermia avanzata si è riunita a Larderello – la storica “capitale mondiale” di questa fonte rinnovabile – per il kick-off meeting tecnico di SHiFT, il nuovo progetto europeo dedicato alla geotermia “supercalda”. Un programma che punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, con l’obiettivo di ampliare in modo significativo il potenziale energetico della geotermia.
Il progetto SHiFT (SuperHot geothermal – Integrated demonstration and Flow Testing) è guidato da Reykjavík Energy nonché finanziato dal programma Horizon Europe con 10 milioni di euro – su un investimento complessivo di 28 milioni – e coinvolge 17 partner europei, tra cui Enel. Il meeting si è svolto tra il 19 e il 20 maggio, con l’apertura dei lavori affidata a Marco Consumi, responsabile Innovation hydro, thermal e geothermal generation di Enel, insieme ai saluti di Luca Rossini, responsabile O&M Geotermia, e Ann-Christin Gerlach, responsabile innovation Enel Green Power.
Il progetto integrerà tecnologie avanzate di perforazione, completamento e misure di temperatura in pozzo, prove di produzione e conversione energetica in superficie. L’obiettivo è portare i sistemi geotermici superhot a un livello tecnologico prossimo al commerciale, attraverso una dimostrazione in Islanda. La perforazione del primo pozzo del programma, IDDP-3, prossima fase dell’Iceland Deep Drilling Project, è prevista per la fine del 2026 a Nesjavellir e sarà realizzata dalla Iceland Drilling Company. Un secondo pozzo di ricerca dovrebbe essere perforato alla fine del 2027, con l’obiettivo di studiare la reiniezione profonda nei sistemi.












