In Europa è nato un nuovo gigante dell’energia, e il suo punto forte è quella fossile. Si chiama TTEP ed è la joint venture tra il principale importatore continentale di gas naturale liquefatto, TotalEnergies, e il leader della produzione di energia elettrica da gas, EPH. Nonostante le due aziende promettano di rafforzare il mix energetico continentale rendendolo più flessibile, a guadagnarci sarebbero solo loro e chi ci fa affari. Quantomeno secondo l’allarme di Beyond Fossil Fuels, una rete della società civile che lotta per una transizione giusta e rapida verso le energie rinnovabili.

L’Europa sta attraversando il secondo shock energetico in meno di cinque anni. Una delle ragioni è la dipendenza da Paesi e regioni instabili, per produrre energia che non è né pulita, né rinnovabile. Ora, attraverso la joint venture, TotalEnergies ha acquisito il 50% della piattaforma operativa di produzione di energia elettrica di EPH – la cui stragrande maggioranza è alimentata a gas fossile – in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Irlanda e Francia. Nel perimetro dell’accordo ci sarebbero anche circa 5 GW di progetti in fase di sviluppo, tra cui 3,2 GW di capacità a gas fossile. Il tutto per un parco di impianti a gas la cui capacità (12,5 GW) è pari a quella complessiva di Belgio, Danimarca, Portogallo e Svezia. In base alla produzione del 2025, BFF stima che le emissioni della joint venture nei prossimi cinque anni possano pareggiare quelle che interi Stati (come Irlanda o Danimarca) producono in un anno.