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11 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:04
Enormi serbatoi di magma sono stati individuati di recente nel sottosuolo della Toscana. D’altro canto tutto è iniziato a Larderello (Pisa), dove la prima centrale geotermica del pianeta entrò in funzione nel 1913, alimentando anche le zone vicine con l’energia ricavata dal calore interno della terra. Ma neppure gli esperti si aspettavano gli immensi serbatoi magmatici appena scoperti in Toscana, paragonabili a quelli che alimentano i cosiddetti ‘supervulcani’, come il Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti. La geotermia in Italia è sempre stata poco sfruttata, anche se consente di produrre energia elettrica senza combustibili fossili, riscaldare e raffrescare abitazioni ed edifici con le pompe di calore, quartieri o città con il teleriscaldamento (Leggi l’approfondimento) e persino di estrarre minerali come il litio, fondamentale per le batterie e nella produzione delle auto elettriche. Il conflitto in Medio Oriente, la necessità per l’Europa di non dipendere più da importazioni e dai prezzi volatili di petrolio e gas e l’entusiasmo per le energie rinnovabili ritrovato recentemente dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, potrebbero dare una svolta a questa fonte che, ad oggi, rappresenta nel continente appena lo 0,5% dell’elettricità prodotta dalle rinnovabili. L’imperativo, però, è quello di affidarsi alla geotermia di nuova generazione che, però, include tecnologie molto diverse tra loro. Bruxelles ha già annunciato che il prossimo 19 maggio verrà pubblicato un piano d’azione europeo, l’European Geothermal Action Plan, mentre in Italia, di recente, è entrato in vigore il decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che semplifica l’iter autorizzativo per la geotermia, ma solo quella a bassa entalpia (sotto i 90°).







