Dopo tre giorni la grande disfida tra minimalisti e avvoltoi è già retrocessa ai cascami della disfida: sociopatico sì, integrato no. Della cosa in sé, che ci sia stata una tentata strage con tipologia terroristica, fosse anche solo per emulazione psicopatica, pare non interessi proprio a nessuno. Modena è una nuova Garlasco con meno spunti dibattimentali, sul fronte delle vittime emozionano di più i sub delle Maldive che i feriti della via Emilia. In Italia il dibattito si conforma per natura al pensiero dominante delle magistrature, e ieri pomeriggio il keynote della minimizzazione è arrivato direttamente dalla procura di Modena, che non ha contestato l’aggravante terroristica né l’odio razziale e nemmeno la premeditazione. Era uscito a fare un giro. Però, udite udite, al momento non si può nemmeno dire che il suo gesto sia stato causato dalla malattia. Al momento gli viene contestata la strage con l'aggravante delle lesioni gravi. Per Eitan Bondì, si era partiti da un tentato omicidio. Ma a derubricare bastano i giornali. Ieri i titoli si concentravano sull’aspetto psichiatrico: “Salim, il delirio delle mail”, Corriere. “I deliri dell’aggressore”, Repubblica, che però già slitta il pacchetto a pagina 6. Poi ci sono le “indagini sulle cure interrotte” e gli “allarmi inascoltati” (la Stampa), senza badare al fatto che El Koudri era liberissimo di interrompere le cure, né poteva essere internato. Ma la procura ieri ha messo un punto di domanda, su tutto questo. Che si scriverà domani? Più allarmante sarebbe il contenuto dei suoi “deliri”, ma vengono trattati come pezzi di colore: “Le mail all’università ‘bastardi cristiani, dovete farmi lavorare’”. Aveva quattro pc e cinque telefoni, due hard disk e un tablet, password per criptovalute. Ma niente paura, non vorrete insinuare che ci sia dentro chissà cosa. “Stava costruendo un datacenter”, è una buona battuta su X.Poi è tutta una corsa a spiegare che era pieno di messaggi d’odio, ma non erano proprio d’odio. Sarà difficile in futuro stabilire cosa sia l’hate speech. È molto probabile che El Koudri non sia radicalizzato, ma l’enfasi sul fatto che abbia chiesto sigarette, una Bibbia e di parlare con un sacerdote è una sorta di liberazione collettiva. Poi però si scopre che il suo “legale di fiducia”, non d’ufficio, è l’avvocato Fausto Giannelli, uno che di ambienti radicalizzati qualcosa conosce. È un attivista simpatizzante pro Pal, con un profilo Fb più che schierato, ha vinto per i suoi clienti una causa contro la Rai perché a un quiz avevano detto che la capitale di Israele è Gerusalemme (sì, hanno fatto una causa: poi dite che il fissato è El Koudri). Ha difeso Ibrahim Salameh, l’immobiliarista di Sassuolo coinvolto nell’indagine sui fondi di Hamas, e per quel caso ha parlato di “campagna di criminalizzazione”. Però, giusto per non criminalizzare, non ha aspettato un minuto a dire che “i sionisti e i membri della Brigata ebraica” vogliono “sparare contro gli antifascisti”. El Koudri non è radicalizzato, il padre è laureato in letteratura araba benché costretto a fare il metalmeccanico, il figlio non sarà nemmeno islamico, visto che vuole la Bibbia.L’importante è difenderlo dal razzismo sistemico e da possibili future “campagne di criminalizzazione”. La richiesta della Bibbia e del prete è però servita a concedere le prime pagine all’arcivescovo di Modena, Erio Castellucci, che ha detto sagge cose da pastore cattolico; però su Rep. Lo titolano sull’unica stupidaggine: “È un italiano, qui non c’entrano le seconde generazioni”. La Stampa addirittura: “L’arcivescovo: basta attaccare gli stranieri”. Forse con un po’ meno di accodamento politico, anche un prelato dovrebbe riconoscere che la pecorella smarrita è per l’appunto un italiano di seconda generazione. Che abbia tentato una strage, non sembra un peccato così grave. L’unica cosa che non torna è che nessuno parla più dell’attentato, né del fatto che la tipologia sia stata quella della strage islamista. Ovvio, ogni matto è matto a modo suo: c’è chi crede di essere Elvis redivivo e chi ha visto gli alieni ballare il sabba. Samil invece credeva di essere uno shahid, forse una differenza su cui interrogarsi c’è. A uno degli scampati viene concesso un titolino: “Non è malato, voleva ucciderci”. Ma niente paura, da domani si parlerà solo della “assolutamente necessaria perizia psichiatrica”. Poi un paio di commenti sul governo che ha tagliato i fondi per le cure psichiatriche. E via così.di