«I tagli lineari annunciati da Electrolux sono inaccettabili». Il presidente del Veneto Alberto Stefani apre senza esitazioni il fronte istituzionale contro il nuovo piano industriale della multinazionale, che prevede 1.700 esuberi in Italia, destinati a diventare 1.900 includendo i contratti a termine. «Non possiamo accettare logiche fatte solo di numeri e percentuali. Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, competenze e intere comunità. Chiedo il ritiro integrale del piano, senza licenziamenti, e un vero programma di rilancio». Stefani ricorda come il settore europeo del bianco sia stato travolto da vent'anni di delocalizzazioni, concorrenza asiatica e turca, costi energetici elevati e un eccesso di regolamentazione che ha penalizzato la competitività. «Electrolux ha ricevuto sostegno pubblico importante. Ora serve un piano industriale vero, non una riduzione meccanica della forza lavoro», aggiunge. Ma serve anche «una strategia industriale nazionale ed europea chiara e concreta, capace di tutelare la manifattura dalla concorrenza sleale e dalle delocalizzazioni». E conclude: «Facciamo la nostra parte, nei limiti delle nostre possibilità abbiamo dei fondi comunitari in materia di lavoro, che mettiamo a disposizione». Una posizione che trova pieno allineamento nel Governo.