HomeCronacaLa Procura e la strage di Calenzano: "Incidente prevedibile ed evitabile"L’incidente sul lavoro era "prevedibile", se fosse stata effettuata un’adeguata analisi dei rischi e delle condizioni operative, ed "evitabile", se...L’incidente sul lavoro era "prevedibile", se fosse stata effettuata un’adeguata analisi dei rischi e delle condizioni operative, ed "evitabile", se...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciL’incidente sul lavoro era "prevedibile", se fosse stata effettuata un’adeguata analisi dei rischi e delle condizioni operative, ed "evitabile", se fossero state seguite correttamente le procedure di sicurezza, protezione e pianificazione. La Procura di Prato ha chiuso le indagini per i nove indagati in seguito all’esplosione del deposito Eni a Calenzano, che il 9 dicembre 2024 causò 5 morti (gli autotrasportatori Carmelo Corso, Davide Baronti e Vincenzo Martinelli, e i dipendenti di Sergen Franco Cirelli e Gerardo Pepe), 27 feriti e danni ingenti. Sette sono dirigenti e preposti di Eni, due della società appaltatrice Sergen che eseguiva i lavori quando ci fu lo scoppio. Sono accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e lesioni. Invece l’incidente probatorio, durato un anno, ha escluso che Eni possa esser condannata per illecito amministrativo. Gli indagati sono: Luigi Cullurà, dirigente con delega di funzioni sulla sicurezza del deposito Eni, Carlo Di Perna, responsabile manutenzioni e investimenti depositi Centro-Eni, Marco Bini, preposto Eni, Andrea Strafelini, coordinatore operativo giornaliero e preposto, Elio Ferrara, preposto Eni, Emanuela Proietti, responsabile servizio prevenzione e protezione dell’azienda, Enrico Cerbino, responsabile di progetto esterno, Francesco Cirone, dell’impresa esecutrice Sergen, Luigi Murno, preposto dell’impresa esecutrice dei lavori di manutenzione, la Sergen. Caduta l’accusa di omessa vigilanza per la dirigente Eni Patrizia Boschetti.