La Procura di Firenze ha chiuso le indagini sulla strage del deposito Eni di Calenzano, avvenuta il 9 dicembre 2024. Sono nove gli indagati: sette dirigenti e preposti di Eni e due dipendenti della società appaltatrice Sergen, impegnata nelle attività dell'impianto. Cadute le accuse di omessa vigilanza per la dirigente Eni Patrizia Boschetti così come non è stato riconosciuto alcun illecito amministrativo di Eni. Per gli inquirenti "il modello organizzativo è risultato essere formalmente corretto e non sono emerse emergenze idonee per sostenere il nesso tra le previsioni del modello e la tipologia astratta degli eventi che si sono verificati".L'accusaPer i pm il pericolo di incendio ed esplosione a Calenzano era noto e "prevedibile". Secondo la Procura, sarebbero stati commessi "plurimi errori gravi e inescusabili". Per l'accusa tutto si sarebbe potuto evitare "se fossero state seguite correttamente le procedure di sicurezza, protezione e pianificazione".Nell'esplosione del 9 dicembre 2024 sono morti gli autotrasportatori Carmelo Corso, Davide Baronti e Vincenzo Martinelli, e i dipendenti di Sergen Franco Cirelli e Gerardo Pepe. Le difese potranno ora presentare memorie, chiedere interrogatori o depositare elementi a favore degli indagati. Solo successivamente la procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio.
Strage al deposito Eni di Calenzano: c'è una svolta drammatica nelle indagini
Il 9 dicembre 2024 morirono tre autotrasportatori e due dipendenti Sergen. Per il procuratore di Firenze l'esplosione era "prevedibile e evitabile"










