La firma sulla mozione della discordia, quella che impegnava il governo a rivedere gli obiettivi “ambiziosi” sull’aumentare le spese militari fino al 5%, che è stata prima presentata al Senato e quindi rivista in un testo molto più morbido, l’hanno messa tutti e quattro i capogruppo del centrodestra a palazzo Madama.
Ma se proprio si deve cercare di capire come sia nato il testo di cui nessuno – neanche la Lega – rivendica fino in fondo la paternità, fonti di maggioranza raccontano a Open che l'”errore” l’avrebbe fatto l’ufficio legislativo di Forza Italia.
Come nasce il testo
L’idea di fare una mozione che rivedesse la postura della maggioranza sulle spese militari nasce con l’idea di presentarsi pronti al dibattito che oggi, 19 maggio, partiva dalle mozioni dell’opposizione che chiedono di rivedere gli impegni militari per concentrarsi su energia, sanità, scuola. Il testo della maggioranza,era l’idea, non doveva lasciare scoperti su un argomento così delicato, chiarendo che anche il centrodestra considera i costi dell’energia più importanti delle armi.
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