Nel nuovo documento distribuito nell’emiciclo dalle forze di governo non è più presente il punto 8. L'opposizione punta il dito e denuncia la “retromarcia", chiedendo conto delle pressioni interne al centrodestra

Si racconta di un intervento del governo per “sbianchettare” la mozione del centrodestra. C’è però anche chi osserva come quel passaggio fosse del tutto avulso dal contesto. Fatto sta che la maggioranza al Senato ha fatto dietrofront sulla mozione relativa ai riflessi economici connessi alla sicurezza energetica: è infatti scomparsa all’ultimo minuto dal testo la richiesta di rivalutare l’innalzamento al 5% del Pil delle spese militari, impegno assunto personalmente dalla premier Giorgia Meloni lo scorso anno al vertice Nato dell’Aja, nei Paesi Bassi, dopo il fortissimo pressing dell’amministrazione Usa guidata da Donald Trump.

Nel nuovo documento distribuito nell’emiciclo dalle forze di governo non è più presente il punto 8, in cui si impegnava il governo "a mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2 per cento del Pil per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 per cento) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali, includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, al fine di garantire una difesa collettiva efficace senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici". Anche il riferimento è sparito dalla premessa.