Lo dice l'ultimo rapporto dell'associazione Antigone. «Un carcere chiuso non è un carcere più sicuro»
Sempre più detenuti, sempre meno spazio e un clima di crescente tensione dentro gli istituti penitenziari italiani. Il XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato oggi, racconta un sistema carcerario segnato da sovraffollamento cronico, aumento dei suicidi, carenza di attività trattamentali e progressiva riduzione delle misure alternative al carcere. Un quadro che, secondo l’associazione, sta trasformando le carceri in luoghi sempre più chiusi e incapaci di favorire il reinserimento sociale.
Su 190 istituti penitenziari, soltanto 22 non risultano sovraffollati
Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che, considerando quelli realmente disponibili, scende a 46.318. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%. Sono 73 gli istituti con un affollamento pari o superiore al 150%, mentre in otto carceri si supera addirittura il 200%. Su 190 istituti penitenziari, soltanto 22 non risultano sovraffollati. E questo nonostante il “Piano carceri” annunciato dal governo. Secondo Antigone, dall’avvio del piano i posti disponibili sono diminuiti di 537 unità.












