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In Italia ci sono 190 istituti penitenziari. Di questi, solo 22 non sono sovraffollati, poco più di uno su dieci. Lo dicono i dati contenuti nell’ultimo rapporto dell’associazione Antigone, che si occupa da anni dei diritti delle persone detenute. Il rapporto è relativo al 2025, e conferma problemi che le carceri italiane hanno da molto tempo, e che alcune iniziative del governo di Giorgia Meloni hanno reso più evidenti. Si basa su 102 visite svolte nel corso del 2025 da volontari dell’associazione, autorizzati dal ministero della Giustizia.

Secondo il rapporto, il tasso di affollamento all’interno delle carceri italiane ha raggiunto in media oltre il 139 per cento. In 73 istituti ha superato il 150 per cento, in 8 invece il 200 per cento, il che significa che ci sono oltre il doppio delle persone detenute previste. Le carceri più affollate d’Italia, secondo questi dati, sono Lucca (240 per cento), Foggia (225), Grosseto (213), Lodi (212) e Milano San Vittore (210).

Il sovraffollamento di per sé non è una novità. Sono anni che le carceri italiane sono sovraffollate, con tutto ciò che ne consegue. I suicidi, anzitutto, sono più frequenti nelle carceri sovraffollate: nel 2025 il carcere in cui ci sono stati più tentati suicidi, 76 in tutto, è stato proprio San Vittore. Più in generale il numero di suicidi continua a essere molto alto: nel 2024 avevano raggiunto il dato più alto mai registrato in un solo anno, 91, mentre nel 2025 ne sono stati contati 82.